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Corigliano Rossano: l’ufficio stampa, sarà gestito da Roma?

Mario Smurra della FNA si chiede perché non selezionare professionisti locali. «Ribasso non misura qualità proposta»

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Senza entrare nel merito di eventuali valutazioni tecniche che non ci competono e che forse saranno oggetto di verifiche ulteriori e di strascichi in altre sedi e contesti, l’esito per molti versi paradossale per quanto scontato della recente aggiudicazione (ad una società con sedi a Firenze e Roma per 1100 euro al mese con un ribasso del 30%) della gara per la comunicazione istituzionale del Comune di Corigliano-Rossano fa emergere con ogni evidenza un’impostazione di fondo che se non è del tutto erronea rispetto alla funzione specifica del servizio in questione, risulta quanto meno incoerente con le dichiarazioni più volte fatte in pubblico dall’attuale Sindaco in campagna elettorale. – È quanto dichiara Mario Smurra, vice segretario nazionale della Federazione Nazionale Agricoltori (FNA) definendo incomprensibile la decisione, solo apparentemente tecnica ma di fatto più politica di altre, di affidare l’individuazione del tradizionale ufficio stampa del Comune, nientemeno che ad un bando di gara di tipo quasi europeo sul mercato elettronico della pubblica amministrazione.

Al di là, infatti, della legittimità della via preferita siamo – prosegue – di fronte ad uno strumento inutilmente complicato e complesso rispetto all’obiettivo: un bando perfetto per l’affidamento di lavori pubblici o per il reperimento di forniture materiali di importi economici considerevoli; non certo adatto – scandisce – per un’attività delicata e strategica, fatta anche e soprattutto di selezione e redazione contenuti, come è la gestione della comunicazione della terza città della Calabria, che richiederebbe anzi tutto comprovate ed approfondite esperienza e conoscenza anche di storia e geografia del territorio.

Quante volte in campagna elettorale abbiamo sentito Stasi garantire, da candidato sindaco, la massima attenzione sia ai criteri di selezione meritocratica (che non coincidono certo con i soli calcoli del mero ribasso economico), sia alla grande ricchezza e disponibilità delle professionalità locali? – Ed allora, come mai la prima Amministrazione Comunale politica dopo la fusione, alla guida difficile di un esperimento istituzionale così complicato e delicato, anche e soprattutto per il processo di necessaria consapevolezza interna alla cittadinanza e che richiede quindi anche un imponente sforzo di comunicazione, invece di guardare direttamente e con adeguati ed elevati criteri selettivi alle tante professionalità del territorio ha preferito affidarsi alle sole regole aritmetiche, economiche e burocratiche di una fredda gara nazionale su Consip, oltre tutto a quel prezzo?

Come mai per altri servizi più o meno analoghi, comunque relativi alla comunicazione, come ad esempio la costosa redazione di un piano di marketing turistico della Città (di cui però non si sa nulla), la realizzazione di un video clip di promozione (i cui risultati in termini di diffusione sono ignoti) e la comunicazione delle attività della commissione statuto (parallela a quella dell’ufficio stampa), la stessa Giunta Stasi ha optato per affidamenti diretti, senza alcuna comparazione di preventivi, offerte e proposte diverse e senza alcuna gara di nessun tipo? Mentre soltanto per il rinnovo dell’ufficio stampa è stata ritenuta indispensabile una gara? – Soprattutto, come farà una società con sedi a Roma e Firenze e per 1100 euro al mese a gestire compiutamente la comunicazione istituzionale del Sindaco, della Giunta e degli uffici comunali, sette giorni su sette e full time se non attraverso un collaboratore locale di secondo livello? E se così sarà, dovendo quindi rinunciare sin da ora alla presenza in Comune di manager ed imprenditrici con i nomi altisonanti trapelati e non smentiti nei giorni scorsi, non era forse più opportuno optare per una più trasparente selezione delle eventuali offerte professionali del territorio? Senza sotterfugi, interposte persone e ulteriori ribassi?

Ma soprattutto, visto che siamo di fronte appunto ad una gara e ad una aggiudicazione pubblica, la Città può e potrà conoscere contenuti e dettagli della misteriosa proposta ritenuta più meritevole di altre rispetto all’obiettivo dato? – Al di là del presunto pranzo o della cena in comune del Segretario o del Sindaco, che ben vengano se necessarie a produrre qualcosa di utile per tutti, insieme a tante altre sono anche queste le domande semplici e legittime che la cittadinanza si pone per capire, nella massima trasparenza, in che direzione si muove e dove vuole andare l’attuale amministrazione comunale.


 

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