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Corigliano Rossano: lavoro non ce n’è, si aiutino le imprese a creare occupazione

di SERAFINO CARUSO

Anche a queste latitudini si continua ad alimentare la fiamma della speranza in un prossimo governo che possa rimettere, o cercare almeno di farlo, in equilibrio le finanze di uno Stato in cui il deficit pubblico, nonostante manovre e sacrifici, continua ad aumentare. In queste condizioni la ripresa è sempre più difficile, ma certo non impossibile. In Calabria, e al Sud in generale, questo problema è ancora più avvertito. La questione meridionale è un argomento di sempre grande attualità, purtroppo. Nell’area urbana Corigliano Rossano la favoletta dei grandi conti in banca poteva andare bene fino a qualche anno fa, ma adesso non regge più. Non si spiegherebbero, d’altronde, le decine e decine di saracinesce abbassate e delle numerose partite iva chiuse in questi ultimi anni.

CORIGLIANO ROSSANO 77 MILA ABITANTI? SI, SULLA CARTA…

Cosa pretendere, d’altro canto, se la popolazione di Corigliano Rossano, a dispetto del tanto sbandierato “siamo la terza città della Calabria per numero di abitanti” (77.000 circa, ma sulla carta!), continua, di fatto, inesorabilmente a diminuire? In una città con sempre meno abitanti è normale che le attività commerciali tendano a chiudere i battenti, le imprese ad arrancare, le scuole a ridimensionarsi, le nascite a calare. Se a tutto questo, poi, aggiungiamo la cronica carenza di lavoro, quindi di reddito familiare, il dado è tratto. Una volta le coppie convolavano a nozze a circa venti anni a testa di età, massimo venticinque. Si facevano, fino a trent’anni fa, tre o quattro figli a famiglia. Adesso, quasi quasi, si ha paura anche a trascorrere una notte insieme, per paura di poter mettere al mondo un figlio… Se i contraccettivi nelle farmacie sono i medicinali più venduti dopo gli ansiolitici e antidepressivi, tutto questo dovrebbe indurre a riflettere.

DAL PROSSIMO GOVERNO CI ASPETTIAMO UN REALE E CONCRETO AIUTO PER LE IMPRESE E IL LAVORO

Dal prossimo governo, qualsiasi esso sia, ci aspettiamo, quindi, un sensibile abbassamento del prelievo fiscale, tanto sulle imprese quanto sui dipendenti sia pubblici che privati. Perché soltanto così si può dare una spinta verso i consumi (senza che diventi sterile consumismo), un reale aiuto a chi, oggi, non spende soldi perché ne ha poco o nulla. Dal prossimo governo ci aspettiamo una riforma del sistema bancario e creditizio: più agevole, veloce e garantito. Soprattutto per le imprese serie. Maggiori e utili investimenti pubblici al Sud e in Calabria. Come non pensare alla veloce realizzazione del tratto di 106 tra Sibari e Roseto e, perché no, alla progettazione ex novo e realizzazione in tempi relativamente veloci del tratto che va da Sibari a Crotone? O di porticcioli turistici funzionali, di una funivia che possa collegare il mare con le prime pendici della Sila, uno sviluppo reale del turismo sia lento e montano che spinto e balneare? Idee per lo sviluppo ce ne sono abbastanza. Il tutto sta, nel nostro “piccolo”, a metterci d’accordo e costituire dei forum permanenti di discussione e progettazione, ma anche nel fatto che lo Stato inizi ad avviare una vera e reale politica di aiuto all’imprenditoria sana, i cui esempi, seppur non molti, anche da noi non mancano. Ce ne sono di evidenti e concreti un po’ in tutti i settori, soprattutto in quello agricolo, vero cardine dell’economia di casa nostra. Se iniziamo a fare ognuno al meglio il nostro dovere (istituzioni, cittadini, forze sociali, ecc.), la ripresa potrebbe essere molto più vicina di quanto si pensi. In caso contrario la spirale negativa formata da “reddito procapite basso-calo delle nascite-depauperamento generale delle nostre città-chiusura delle attività-aumento della disoccupazione” continuerà ad aumentare. Con gli effetti drammatici che è facile immaginare.

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