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Corigliano-Rossano, sulla fusione si esprimano tutte le forze politiche

Patrizia Uva

Patrizia Uva

Sul progetto di progressiva conurbazione e di fusione, effettiva e formale, delle due città dell’area urbana Corigliano – Rossano, devono ormai esprimersi chiaramente tutte le forze politiche di questo territorio. Senza tentennamenti o sotterfugi. Senza silenzi né attendismi. Su questa, che rappresenta ormai l’unica vera sfida socio-economica e culturale per questa importante area della Provincia di Cosenza, per troppo tempo auto-privatasi di adeguato potere contrattuale, i rappresentanti politici delle due comunità, a tutti i livelli comunali e sovra comunali, dovrebbero definitivamente avvertire un’esigenza di coerenza e chiarezza politiche e di rispetto verso i propri elettori.
È quanto dichiara Patrizia UVA, presidente del Gruppo Misto in Consiglio Comunale, esprimendo anzi tutto il proprio apprezzamento per l’impegno e gli sforzi di quanti, singoli e associazioni, stanno promuovendo da tempo la riflessione e la condivisione diffuse su questa grande e strategica opportunità di sviluppo del nostro territorio.
Se la questione aperta della fusione delle due città – dichiara UVA – non passa, adesso, dal dibattito tra associazioni e cittadini al confronto schietto e diretto tra i decisori politici e pubblici si rischia soltanto di restare al livello di simposio accademico. Le stesse associazioni protagoniste di questa attenzione sociale sul tema, che meritano di essere elogiate e sostenute, devono però esigere parole finalmente chiare dal mondo politico e soprattutto dai rappresentanti istituzionali. Ai sindaci ed alle amministrazioni comunali delle due città va chiesto chiaramente di fare un passo ulteriore e senza equivoci: se dichiarano di essere d’accordo sul progetto di fusione amministrativa delle due comunità, allora devono avviare subito tutte le procedure formali per far partire l’iter previsto. Altrimenti – continua la Capogruppo del Gruppo Misto – facciamo e faremo solo convegni e riunioni nelle quali continueremo a ripeterci tutte le grandi opportunità connesse a questo obiettivo senza però avanzare di un millimetro nel concreto. Se si sostiene, da più parti, che la fusione di Corigliano e Rossano rappresenta la strada maestra, non soltanto per trovare una autentica via d’uscita alla grave crisi in atto ma anche e soprattutto per costruire insieme un diverso e più competitivo sviluppo territoriale, allora ogni ulteriore distrazione o indecisione della Politica locale rischia soltanto di spostare in avanti l’eventuale soluzione continuando a prendere in giro i cittadini. Servono indilazionabili e nette scelte di campo: chi ci sta e ne è convinto lo dica e si impegni a sostenere il progetto di convocazione congiunta dei due consigli comunali per formalizzare tutto ciò che serve per arrivare all’obiettivo di un unico sindaco e di un unico esecutivo per questa grande area urbana e produttiva per troppo tempo rimasta all’angolo, anche – diciamocelo – per evidenti responsabilità delle due classi dirigenti e politiche del passato.
Vi sono, oggi, tutte le condizioni per non perdere questa occasione. Soltanto insieme, Corigliano e Rossano potranno recuperare quel comune ed aggiuntivo peso economico, produttivo, politico, culturale, demografico e sociale capace di dare e ridare a tante generazioni la voglia ed il senso di continuare a rimanere ancora qui. Passiamo dalle speranze e dai buoni propositi all’audacia. Una proposta operativa – conclude UVA – che potrebbe testimoniare, in parallelo all’avvio dell’iter giuridico verso la fusione dei due comuni, la reale intenzione delle due amministrazioni di percorrere questa strada comune potrebbe essere quella di organizzare e presentare, in vista della stagione estiva 2014, un’unica proposta e un’unica programmazione turistica dell’area urbana, con un’unica e coerente attività di promozione capace di ridurre i costi e le inefficienze attuali in capo ai due assessorati al turismo, di ridurre eventi ed iniziative doppioni e spesso coincidenti ed invece di aumentare verso l’esterno la complessiva capacità attrattiva territoriale in termini di proposta e ricettività turistiche. Provino le due amministrazioni a cimentarsi su questo aspetto per nulla secondario. Facciano subito questo esperimento, come si suol dire a bocce ferme, quanto meno per capire se veramente si ha, nel piccolo, la capacità di passare dalle parole ai fatti.

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