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Corigliano-Rossano: «Emergenza Covid, l’eclissi totale del Sindaco. È calato il silenzio su tutto»

Così Costantino Baffa (Lega Salvini Premier), Vincenzo Scarcello, Raffaele Vulcano e Gennaro Scorza per il gruppo consiliare (UDC), Adele Olivo (Il Coraggio di Cambiare l’Italia)

Pandemia, Centro covid, laboratorio tamponi, #HoQualcosaDaDirvi… è calato il silenzio. Il Sindaco non parla più. Chissà perché! Un eclissi totale

È proprio il caso di dire che a fare i leoni da tastiera o da videoconferenza è un attimo, poi però i problemi rimangono nel limbo ed un Centro Covid, tanto strombazzato e osannato nella primavera scorsa dal sindaco e dalla sua maggioranza, durante la prima fase della pandemia, oggi risulta essere un ologramma, qualcosa di non meglio definito che ha solo creato un labirinto di minoica memoria, all’interno del presidio ospedaliero “Giannettasio” che di fatto non serve a nulla. Solo a creare disagi all’utenza.

Ovviamente, non diciamo che la colpa dell’inattività di tutto l’apparato Covid dello spoke sia del primo cittadino. Però sottolineiamo alcune responsabilità in capo al sindaco che probabilmente dovrebbero essere assolte con maggiore autorevolezza. Atteso che Stasi, oltre ad essere il presidente della Conferenza dei Sindaci, è anche il “padrino” politico dell’idea di insediare a Rossano un centro per il trattamento dei casi da coronavirus. È di ieri la notizia che la Protezione Civile regionale ha destinato 7 ventilatori polmonari all’ospedale di Corigliano-Rossano. Quando e come saranno resi operativi? Sperando, ovviamente, che non entrino mai in funzione.

Ma se sulle questioni prettamente ospedaliere un sindaco può poco, ci saremmo aspettati invece una presa di posizione forte da parte del primo cittadino per l’attivazione delle USCA (le unità speciali di continuità assistenziali). Relativamente a questo, lo avevamo sollecitato in estate e in cambio, come al solito, ci arrivò la solita replica bacchettona. Resta il fatto che ad oggi, con alle porte una seconda ondata pandemica che non sappiamo che effetti avrà, le Usca nel nostro territorio e a Corigliano-Rossano non sono ancora attive. Così come sono ancora chiuse le tende del pre-triage e la tac dedicata funziona a singhiozzo. Tant’è che molti dei sospetti Covid del nostro territorio devono essere trasferiti in altre sedi per avere un referto, non prima di essere transitati in modo promiscuo insieme agli altri utenti all’interno del Pronto soccorso. Follia!

Attivare le unità speciali di continuità assistenziale, già attivate in quasi tutto il territorio nazionale, è essenziale per far fronte non solo alla cura dei pazienti affetti da Covid ma anche a prevenire l’insorgere di eventuali focolai. È calata la notte, il silenzio e le tenebre. Così come sul laboratorio tamponi che doveva essere operativo in un primo momento da settembre, poi per gli inizi di ottobre, ora sta passando anche questo altro mese e tutto rimane nel limbo. Tra l’altro, sappiamo che i lavori strutturali all’interno dell’ospedale sono stati anche completati e la strumentazione per il processamento è ferma in un magazzino in attesa di essere installata. Quindi, cosa aspettiamo? Forse che qualche altra realtà con sindaci più solerti prendano la palla al balzo e ci sottraggano il servizio?

E preoccupa il silenzio di Stasi che in questi giorni è più preso forse dal definire il quadro degli incarichi fiduciari che dovrà conferire a questo o quell’altro professionista (amico).  Mentre il territorio è attanagliato dal panico da Covid-19. E che non ci mandasse a dire, attraverso i prodi sudditi della maggioranza, che non si possono addossare a questa Amministrazione le responsabilità di anni e anni di inefficienza della sanità pubblica, perché le chiacchiere e le scuse oggi stanno a zero. Quando Stasi e la sua coalizione si sono candidati sapevano benissimo a cosa stavano andando incontro, alle difficoltà e alle emergenze enormi che ci sono in questo territorio e che hanno necessità di essere aggredite e risolte. Se si ha la capacità per farlo.


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