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«Corigliano Rossano è una fogna a cielo aperto, intervenga la Procura»

Durissimo attacco dell’Opposizione consigliare di Corigliano Rossano a firma di Costantino Baffa, Vincenzo Scarcello, Raffaele Vulcano e Gennaro Scorza e Adele Olivo

La manutenzione della città è ormai giunta ad un punto di non ritorno. Corigliano-Rossano è totalmente in preda al degrado e all’abbandono. E mentre i nostri amministratori si sollazzano per interventi di ordinaria amministrazione che vengono fatti passare per chissà quale opera straordinaria, il tessuto urbano del nostro comune, centrale e periferico, desta in una condizione pietosa. Mai vista prima.

Già, perché se ci sono parti della città che attendono da sempre interventi per la messa in sicurezza e la regimentazione delle acque reflue – è il caso di alcune aree dei due centri storici – ci sono altre situazioni che si sono manifestate di recente e di facile risoluzione contro le quali il Comune non ha mosso un dito.

Ci riferiamo all’orrore ambientale che si sta consumando da settimane in contrada Torricella dove la condotta della fogna comunale sversa a cielo aperto in un fosso che costeggia la statale 106, in mezzo alle case. Una cosa inaudita con i residenti costretti a vivere con i liquami che galleggiano sul filo dell’acqua putrida che scorre difronte alle loro abitazioni.

Sappiamo che ci sono state tantissime segnalazioni, l’ultima in ordine di tempo da parte del signor Silvano Fiorentino, residente in via Oceano Indiano. Ma di interventi tempestivi e necessari, nemmeno a parlarne. Vorremmo che anche per queste cose il sindaco avesse “qualcosa da dirci”, con tanto di hashtag e infinite attese per il pontificato.

È vergognoso il fatto che non si prendano provvedimenti. Ma forse anche a questo c’è una risposta. C’è un perché. Da qualche giorno, infatti, i dipendenti comunali della manutenzione si stanno rifiutando di fare gli interventi di pubblica utilità perché l’Amministrazione comunale ancora ad oggi, nonostante le disposizioni nazionali e regionali, e nonostante lo Stato abbia trasferito soldi a iosa in questi mesi per la sicurezza e l’efficienza dei servizi, non ha ancora acquistato i Dispositivi di Prevenzione individuale (DPI) per i dipendenti.

Non ci sono mascherine né tute protettive. A questo punto viene da chiedersi come sono stati utilizzati gli oltre 2 MILIONI DI EURO del fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali erogato anche per l’acquisto dei presidi di protezione dei dipendenti dell’Ente.

Crediamo opportuno, allora, che si debba fare chiarezza sulla gestione di un Comune così grande e complesso, dal momento che l’enorme mole di trasferimenti statali non corrisponde affatto ad una sufficiente qualità della vita dei cittadini di Corigliano-Rossano. Chiediamo, pertanto, l’intervento della Procura della Repubblica competente affinché faccia piena luce sull’attuale fase amministrativa della Città. Così non si può più andare avanti.


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