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Corigliano Rossano, centrale Enel: non sprecare un’opportunità di sviluppo

politiche 2018

Giuseppe Antoniotti e Rodolfo Alfieri

Il già Sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, e presidente del gruppo consiliare dello sciolto consiglio comunale di Rossano, “Rossano prima di tutto”, insieme al presidente del Movimento nazionale per la sovranità di Corigliano Rossano, Rodolfo Alfieri, intervengono sulla questione centrale Enel di contrada Cutura, riapertasi pochi giorni fa.

“Riteniamo che l’Enel debba partecipare alla realizzazione di progetti condivisi per la riqualificazione della centrale Enel di Rossano in virtù degli ”interessi” che il Gruppo continua ad avere sul territorio (23 ettari del sito a disposizione di Terna) e anche in virtù di un suo coinvolgimento, attraverso una consociata del Gruppo, Open Fiber, al Grande progetto della banda larga ed ultralarga in Calabria con fondi pubblici e regionali (Por). Di qui, al di là della lodevole inziativa di Futur-E, le istituzioni elettive di questo territorio, a livello locale e regionale, non possono permettere che l’Enel, la cui ”golden share” è pubblica, se ne lavi le mani o addirittura ”dimentica” di dare attuazione agli impegni sanciti in un decreto del Ministero dello Sviluppo economico dell’ 8 marzo del 2017 riguardanti lavori di demolizione e bonifica”. E’ quanto afferma  l’ex sindaco, Giuseppe Antoniotti nonché capogruppo di ”Rossano Prima di tutto” al consiglio comunale di Rossano, sciolto lo scorso 31 marzo per avviare il processo di fusione con Corigliano. Antoniotti e il suo ex assessore Rodolfo Alfieri, ora presidente del Movimento nazionale per la Sovranità a Rossano, hanno più volte affrontato con i responsabili del Sito Enel le problematiche legate alla dismissione dello stesso sito, in particolare quelle occupazionali, nonché alle prospettive di riconversione.

“COMMISSARIO PONGA LA QUESTIONE ENEL TRA LE PRIORITA’ DEL NUOVO COMUNE”

Il commissario della città Corigliano Rossano, S. E. Domenico Bagnato

“Ora – osservano Antoniotti ed Alfieri – è richiesta un’energica iniziativa per uscire dallo stallo. In più documenti istituzionali, non ultimo quello varato dal Consiglio comunale di Rossano quattro giorni prima del suo scioglimento, si fa riferimento alla ”riqualificazione del sito Enel, come opera di interesse pubblico con rilevanza strategica per lo sviluppo del territorio e dell’intera Regione Calabria”.  Si basa, sostanzialmente su tale ”certificazione” – sottolineano Antoniotti ed Alfieri –  l’Accordo di Programma del marzo del 2016 tra Enel e Comune di Rossano dove il Comune si impegnava a ”verificare le procedure amministrative che si rendessero necessarie per la migliore e più tempestiva attuazione dell’intervento di riconversione”, solo se avesse ”ritenuto di interesse il progetto individuato”. Antoniotti ed Alfieri chiedono, pertanto, al Commissario Prefettizio, dott. Domenico Bagnato, impegnato a realizzare la complessa transizione verso il nuovo Comune Corigliano-Rossano, di porre come priorità nell’agenda dell’Amministrazione, la questione Enel. Entrambi gli esponenti politici ”chiedono altresì che sia rivisto l’accordo di programma varato a marzo dell’anno scorso, anche per le inadempienze Enel, per  trasferire tutto il ”dossier” in un nuovo accordo di programma da condividere con la Regione che ha le sue responsabilità e con il Ministero dello Sviluppo economico, per gli aspetti che riguardano la strategia energetica nazionale legata anche e soprattutto allo sviluppo di energia da fonti rinnovabili, l’efficientamento energetico attraverso tecnologie abilitanti  per l’impesa 4.0, la diffusione della banda larga ed ultralarga; con l’Università della Calabria che, nell’ambito del suo obiettivo di ”terza missione”, accompagnerà con iniziative tecnico-scientifiche e di formazione la ricerca-sviluppo per ogni ipotesi di attività produttiva prevista nella riconversione del sito; con  i rappresentanti del lavoro e dell’imprenditoria: questi ultimi potrebbero essere interessati a partecipare come stakeholder e/o finanziatori del progetto per la riconversione.

“LA REGIONE CALABRIA INDUCA ENEL A ESSERE PARTE ATTIVA NEL PROGETTO”

La centrale Enel di Corigliano Rossano

Non si tratta di un ”dossier” indistinto: vanno recuperati i progetti che sono risultati ”idonei”. In particolare va recuperato e riesaminato il lavoro di gestione sinergica tra le iniziative produttive proposte per farne un unico progetto. D’altronde l’Accordo di programma con al centro l’obiettivo di sviluppo del territorio (nel quale è parte integrante la conversione del sito Enel) è sancito da un ordine del giorno approvato dal consiglio regionale come parte integrante della legge istitutiva del nuovo Comune Corigliano-Rossano. Si potrebbe far ricorso per finanziare, in partnership pubblico-privato, il progetto condiviso con i fondi POR 2014-2020, in particolare attraverso gli ”Assi” 1 e 2, rispettivamente ”Promozione della Ricerca e dell’innovazione” e ”Sviluppo dell’Agenda digitale”. Ma, in particolare, riteniamo – sottolineano Antoniotti e Alfieri- che la Regione abbia molte ”frecce al suo arco” per indurre l’Enel, nella sua ”opzione” di società (Open Fiber) impegnata a posizionare la Banda larga ed ultralarga in Calabria, ad essere ”parte attiva”, con finanziamenti propri. La Regione si appresta a ratificare la convenzione con il Mise (Ministero sviluppo economico) per consentire a Infratel (società di Invitalia) di emanare un bando di circa 29 milioni di euro per la ”cablatura” a favore di 123 mila utenze localizzate in aree altamente a rischio connessione. Come per gli altri bandi ”sostenuti” anche da fondi FERS (Fondo europeo di sviluppo regionale) anche quest’ultimo sarà ”appannaggio” di ”Open Fiber”.

“DISPONIBILI A OFFRIRE AL COMMISSARIO LA MASSIMA DISPONIBILITA’ E COLLABORAZIONE”

Ma c’è di più. Entro il 31 dicembre di quest’anno, a causa di un errore di calcolo nella determinazione dei fondi POR, la Regione è costretta a spendere 228 milioni di euro, pena la sospensione da parte di Bruxelles. La maggior parte di questi fondi potrebbe finanziare il rafforzamento delle competenze digitali per cittadini ed imprese nonché dei servizi pubblici digitali. E tutto ciò potrebbe essere realizzato da apposite unità produttive da realizzare nell’ambito della riconversione del sito Enel. Vale la pena, comunque, di ricordare che la Calabria vanta un ottimo livello infrastrutturale di banda larga, ma è l’ultima regione italiana per grado di diffusione e utilizzo di Internet tra famiglie ed imprese. Di qui la necessità – spiegano Antoniotti ed Alfieri- che il presidente della Regione, Mario Oliverio, faccia capire all’Enel che deve fare la sua parte, quantomeno in misura di quanto sinora ha ricevuto attraverso fondi pubblici  e regionali (Por) per la messa in opera della fibra e per essersi ritagliata uno spazio non indifferente di proprietà di rete attraverso la quale  realizzare ”reti intelligenti”, ovvero la fase due di un progetto ”internet delle cose” basato sui contatori intelligenti già presenti nelle nostre case. Offriamo, pertanto, al Commissario dott. Bagnato la nostra massima collaborazione, consapevoli che la soluzione al ”problema centrale Enel” – concludono Antoniotti e Alfieri – insieme con l’implementazione infrastrutturale che si accompagnerà con l’istituzione della Zona economica Speciale (ZES) e con i conseguenti auspicabili investimenti, significa raggiungere uno degli obiettivi prioritari della fusione come strategia di sviluppo. E comunque ci batteremo affinché non si vanifichi un’altra opportunità di sviluppo. Non deve accadere come per lo scippo del Tribunale”.

FONTE: COMUNICATO STAMPA

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