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Corigliano-Rossano, Carabinieri sventano omicidio

corigliano-rossanoCORIGLIANO-ROSSANO Disarticolata la principale piazza di spaccio di Schiavonea e sventato un omicidio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Corigliano. Data infatti esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto; che è stato emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, coordinata dal Dott. Eugenio FACCIOLLA. I soggetti indagati sono accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Sul loro conto sono stati acquisiti dettagliati elementi in ordine ad un omicidio pianificato ai danni di un noto pluripregiudicato del posto. In particolare all’interno di una complessa attività investigativa coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Dott. Luca PRIMICERIO, sono state

captate alcune conversazioni.

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Il Procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla
(fonte foto LaCnews24)

In esse emergevano in modo netto le modalità di esecuzione di un omicidio nei confronti di un noto pregiudicato del posto di elevato spessore criminale; nonché le varie precauzioni da adottare durante la fuga per eludere l’intervento delle forze di polizia. Nella giornata di ieri è poi intervenuta l’ordinanza del G.I.P. presso il Tribunale di Castrovillari. Che ha disposto le misure cautelari in carcere nei confronti di C. P.F., 45enne coriglianese, C. G., 51enne coriglianese, B. S., 34enne coriglianese e B. M., 26enne coriglianese. Le indagini traggono origine da un arresto per il reato di detenzione illegale di arma clandestina. C. G. è stato infatti sorpreso a circolare a inizio Maggio con una pistola cal.7,65 con matricola abrasa e colpo in canna. Nell’occasione lo stesso aveva tentato tra le vie del centro abitato una pericolosa fuga con la propria autovettura. E’ stato alla fine fermato ed arrestato.

CORIGLIANO-ROSSANO, PREDOMINIO DEGLI ARRESTATI NELLO SPACCIO

Partendo da tale arresto è stato approfondito il contesto nel quale operavano gli indagati; lo si è fatto tramite lo svolgimento di attività d’intercettazione, riprese video effettuate dalle telecamere montate nei pressi delle abitazioni degli indagati ed i riscontri compiuti nell’ambito di numerosi servizi di osservazione e pedinamento. L’attività, durata alcuni mesi, ha permesso di acclarare come nella marina di Corigliano vi fosse il predominio degli odierni arrestati nello spaccio di sostanze stupefacenti del tipo eroina e cocaina. Un predominio che si concretizzava con modalità assodate e studiate per eludere i controlli delle forze dell’ordine. Infatti le cessioni della sostanza avvenivano in un contesto isolato e difficile da raggiungere, una zona rurale di Contrada Fabrizio.

La consumazione della droga da parte degli acquirenti avveniva per lo più in loco; “proprio per limitare l’attività di controllo e riscontro da parte delle forze dell’ordine”. L’unica strada di accesso al complesso residenziale era presidiata da sentinelle. Queste ultime facilmente avvertivano del sopraggiungere di auto o elementi sospetti. Gli arrestati utilizzavano anche una tecnica comprovata per la detenzione dello stupefacente, infatti lo stesso “veniva posizionato in luoghi facilmente raggiungibili dagli indagati, sostanzialmente sotto il loro controllo, ma non all’interno delle loro abitazioni”, quale per esempio un confinante cortile recintato che aveva all’interno un cane da guardia, in modo da far risultare negativo qualsiasi controllo eventualmente effettuato dalle forze dell’ordine. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 20 grammi di cocaina, 15 grammi di marijuana e 4 grammi di eroina

 

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