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Corigliano-Rossano “abbandona” i suoi territori nella protesta: «Stasi il 7 ottobre deve andare a Roma»

Il duro ammonimento dei consiglieri di Opposizione al primo cittadino, reo di essere distante nella lotta per i diritti rivendicati dai comuni della Sibaritide

«Non si può invocare la partecipazione di tutti come si è fatto di recente su giustizia e rifiuti (a proposito, da quando non si riunisce la conferenza dei sindaci?!) e darsi latitanti quando a chiedere sostegno sono i centri più piccoli per questioni che, oltretutto, ci riguardano da vicino».ù

È un duro ammonimento quello dei quattro consiglieri comunali di opposizione Rosellina Madeo, Gino Promenzio, Aldo Zagarese e Francesco Madeo, all’indirizzo del sindaco Flavio Stasi, reo – a loro avviso – di essere disattento alle istanze che, ormai di continuo, stanno pervenendo dai territori, sia per quanto riguarda la questione dei rifiuti sia per il dramma di un’emergenza sanitaria giunta ormai ad una situazione drammatica.

E a proposito di sanità, i quattro consiglieri incalzano il primo cittadino: «la chiusura di ospedali periferici come quello di Cariati o di Trebisacce è allo stesso modo affare nostro. Perché, lo sanno anche i bambini, tutta l’utenza si è riversata sullo Spoke Corigliano-Rossano che non riesce a fare fronte alle tante e troppe richieste».

«Più Giustizia, sanità, mobilità ma soprattutto – precisano Rosellina Madeo, Gino Promenzio, Aldo Zagarese e Francesco Madeo – si chiede una visione strategica diversa della Calabria tutta e del nostro territorio in particolare con richiesta di ottenere pari opportunità rispetto alle altre regioni. E grazie al Recovery Fund ed al Mes questo potremmo ottenere se siamo tutti uniti».

Il “rimprovero istituzionale” arriva perché, a quanto pare, Stasi anche questa volta darà forfait ad una manifestazione organizzata e promossa dai comuni limitrofi. Quegli stessi comuni che ad ogni consiglio comunale congiunto per discutere dei problemi di Corigliano-Rossano e del territorio vengono convocati per portare il loro sostegno. «Corigliano–Rossano – aggiungono ancora i quattro rappresentanti di Opposizione – non può non essere insieme agli oltre 100 sindaci che parteciperanno al sit-in muto del 7 ottobre a Roma promosso dal vicino Comune di Cariati. Nella battaglia di civiltà per la garanzia dei diritti fondamentali, è auspicabile che la Città unica vesta il ruolo del fratello maggiore, rispetto a realtà più piccole quali sono i piccoli centri che compongono l’hinterland».

Risulta, tra l’altro, che l’Amministrazione Comunale di Corigliano-Rossano è tra i sostenitori del manifesto-documento “Garantire i diritti in Calabria per unire l’Italia – Una Calabria normale per un’Italia più forte in Europa”, consegnata nei giorni scorsi al Premier da una delegazione di sindaci. «Ma non basta – precisano – la semplice adesione».

«La Città di Corigliano-Rossano dovrà essere in prima fila e guidare con l’importanza e l’autorevolezza della terza città, senza delegare, una battaglia che non è della singola comunità ma dell’intero territorio, costantemente privato di tutti i diritti. Per questa ragione sollecitiamo la Giunta a fare propria, prima di quella data, la delibera da sottoporre all’attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte».


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