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Corigliano, Palazzetto sport Insiti: vicenda lunga e complessa

Corigliano Palazzetto dello sport di Contrada Insiti. Una vicenda lunga e complessa.  L’amministrazione comunale precisa che i fattori ed il coinvolgimento dei diversi soggetti che negli anni hanno contribuito a renderla così complessa, questa vicenda giudiziaria non può e non deve essere oggetto di strumentalizzazioni, né tantomeno essere affrontata e raccontata con superficialità. L’amministrazione sottolinea inoltre, che sin dall’inizio (2012) il ruolo dell’avvocatura comunale è stato teso a dare corso a quanto espressamente voluto dalla Commissione Straordinaria. Documenti alla mano, è stato un lavoro estenuante e produttivo, nell’interesse dell’Ente.

CORIGLIANO: L’ITER GIUDIZIARIO

I due comuni di Corigliano e Rossano deputati alla gestione consortile dell’area, struttura inclusa, hanno correttamente dato corso alla gestione biennale alternata dell’immobile. Quando il Comune di Corigliano venne sciolto per mafia l’allora Commissione Straordinaria (siamo nel 2012) ordinò lo sgombero di questa area poiché detenuto abusivamente da un soggetto privato. Quest’ultimo ha conseguentemente innescato più azioni giudiziarie. Il Tribunale di Rossano, investito della cosa, si dichiarò incompetente, così come il TarCalabria. Vennero investiti, quindi, sia il Consiglio di Stato che il Tribunale di Castrovillari che, ancora oggi, si occupa di ulteriore contenzioso al riguardo.

All’epoca dei fatti e per la difesa dell’Ente, la Commissione Antimafia nominò l’avvocato Lina Pellegrino che curò la controversia sino al Consiglio di Stato che, nel febbraio 2015, tra l’altro, re-immetteva in possesso il soggetto privato. Successivamente l’avvocato Pellegrino rinunciò al mandato e venne sostituita, per espressa volontà dell’Amministrazione, dall’avvocato Selvaggi del Foro di Roma.

CORIGLIANO: L’AVVOCATURA NON HA LASCIATO NULLA DI INTENTATO

Pur vantando diritti autentici a quello di Corigliano, stranamente il Comune di Rossano non è intervenuto, né tanto meno ha dato segnali di interessamento sulla vicenda innescata dalla Commissione Antimafia. E si è costituito in giudizio solo nella vicenda che interessa a tutt’oggi il Tribunale di Castrovillari.

Con l’ordinanza del novembre 2017 il Consiglio di Stato ha re-immesso in possesso il soggetto privato e nel sito oggetto di sgombero, così come già fece nel febbraio 2015, a cui comunque non si è dato corso, in termini esecutivi, poiché ancora vi era da definire la trattazione nel merito della predetta azione giudiziaria. Il merito della controversia verrà trattato nel maggio 2018.

Il ruolo dell’Avvocatura Comunale è stato, sin dall’inizio, teso a dare corso a quanto espressamente voluto dalla Commissione Straordinaria. Ha seguito l’iter senza lasciare nulla di intentato. La volontà dell’Amministrazione era ed è volta solo a difendere le ragioni dell’Ente e salvaguardare il bene pubblico.

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