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Corigliano: Malapolitica e interessi personali il vero male

CoriglianoUn’analisi sicuramente impietosa degli ultimi 50 anni di vita politico-amministrativa di Corigliano, viene proposta, attraverso una nota stampa, dal Coordinatore del Movimento Centro Storico, Giorgio Luzzi.

“Nella politica locale – afferma Luzzi – tre costanti la fanno da padrone: la mala politica, figlia di un sistema clientelare corrotto, le vicende amministrative dettate da interessi personali e le accertate incapacità di molti, anche dei cosiddetti politici di rango.

I più pericolosi per la loro spregiudicatezza, per la loro arroganza, per le coperture di cui godono e perché no, per la loro ignoranza a livello culturale, basterebbe prendersi la briga e vedere da quale realtà (Sindacato per lo più) essi provengono.

Se oggi, il territorio, non ha le basi per eccellere – secondo Luzzi – è perché le fondamenta, sono fragili, traballanti, inquinati, la colpa è da imputare per buona parte a quei politici che dal 1970 (tranne rare eccezioni) hanno amministrato il comune, non vanno assolti nemmeno i politici di oggi.

Né tanto meno i coriglianesi che per convenienza, interessi vari, tendono a dimenticare ed a perdonarli. Basti pensare che nel ventennio 1970/1990 nel comune di Corigliano si sono tenute cinque elezioni amministrative.

LA MALAPOLITICA  DI CORIGLIANO

Senza contare le tante gestioni del comune in mano ai commissari prefettizi, intervenuti dopo i tanti dissidi ormai cronici, sia per interessi politici che economici nelle varie maggioranze di allora che aprirono di fatto le porte del comune a gestioni commissariali.

(memorabili sono i dissensi cronici all’interno delle tante maggioranze amministrative a guida DC- PSI/ PSA- PSDI, ed i contrasti nella maggioranza a guida Comunista che nel 1972 voleva sindaco il compianto Gabriele Meligeni, costretto a dimettersi da li a poco ed oggi ipocritamente glorificato dai più acerrimi nemici di ieri e da coloro i quali fortemente lo contrastarono).

La città, dovrebbe avere memoria più lunga, fare tesoro del disgraziato passato politico che l’ha attraversata quando si cambiava sindaco allo stesso modo e tempo come si cambia una camicia, ne sanno qualcosa: Giampiero Morrone.

Eletto sindaco nelle successive elezioni anticipate del 1975 che a seguito degli ormai cronici dissidi all’interno della Dc frutto di interessi politici ed economici si dovette dimettere, stessa sorte capitò a Franco Pistoia, frutto dell’accordo raggiunto nel dicembre del 1977 che lo elegge sindaco, il quale però il 30 Gennaio 1978 si dimise.

Dimissioni respinte dal consiglio comunale, a dicembre però si registra una ormai cronica spaccatura che aprì l’ennesima crisi al comune; dopo ben quattro sindaci il 28 dicembre del 1979 viene eletto dalla maggioranza”DC- PSI- PSDI” Ernesto Cerbella il quale restò in carica circa cinque mesi.

Ho voluto ricordare questo scorcio di vita politica coriglianese per sottolineare la desertificazione politica ed emozionale, il rifiuto, il disprezzo e l’uso personale delle strutture politiche ed istituzionali”.

Fonte: La Provincia

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