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Corigliano: la CGIL e il problema dei minori non accompagnati.

giuseppe-de-lorenzoE’ necessario che i minori non accompagnati attualmente ospitati in strutture di fortuna vengano destinati verso strutture idonee e che si vada verso una integrazione ed una assistenza di qualità. E’ quanto sostiene in un comunicato stampa, Giuseppe De Lorenzo, responsabile della locale Camera del lavoro della Cgil riguardo la problematiche, sempre più attuale e drammatica, che investe i 150 minori migranti non accompagnati gestiti con non poche difficoltà dal comune di Corigliano. “Sono ormai due anni – afferma De Lorenzo – che il porto di Corigliano è stato scelto dal sistema Nazionale di accoglienza quale punto di sbarco per chi, rischiando la vita, si imbarca con le carrette del mare dall’Africa ricercando una vita migliore nel nostro continente. La Cgil pur apprezzando lo sforzo dell’amministrazione Comunale nell’assistere e sostenere i minori nonchè le associazioni che si sono prestate all’assistenza, ritiene opportuno che gli stessi, temporaneamente assistiti nelle strutture individuate, con particolare riferimento al palazzetto Brillia, dove la situazione a nostro parere è diventata insostenibile ed invivibile, vengano destinati a strutture più idonee e che si vada verso una integrazione ed una assistenza di qualità. L’ultimo bando esplorativo che coinvolgeva 10 associazioni – sottolinea ancora De Lorenzo – va verso questa direzione ma purtroppo ad oggi non gli si è ancora dato corso. Riteniamo sia stata opportuna invece la motivazione che ha condotto verso la scelta di chi si occuperà dell’assistenza dell’ultimo sbarco individuando inoltre come struttura d’accoglienza un bene confiscato alla mafia. La Cgil ritiene inoltre che si debbano fare tutti gli sforzi necessari affinché i minori vengano adeguatamente assistiti e seguiti in un percorso di integrazione completo, questo si potrà fare solo se chi viene scelto per affrontare quello che non è solo semplice solidarietà ma diventa vero e proprio lavoro, abbia i requisiti necessari e le figure professionali adeguate, che quindi dovranno ricevere una adeguata retribuzione ed essere contrattualizzati secondo leggi e contratti. Non ultimo – conclude De Lorenzo – i luoghi dell’accoglienza, nodo centrale della riuscita e della funzionalità di un progetto di integrazione, così come visto in ottime esperienze calabresi”.
(Fonte: La Provincia)

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