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Corigliano, il sindaco Geraci attacca L’Eco usando le istituzioni

di SERAFINO CARUSO

GIUSEPPE-GERACIIl sindaco Giuseppe Geraci ha chiamato in causa nel corso del consiglio comunale del 23 dicembre scorso un “giornalino” edito a Rossano e diffuso nel comprensorio. Ha parlato di un prodotto editoriale che va contro gli interessi della città di Corigliano per il solo fatto che esprime valutazioni diverse dalle sue. E aggiunge a più riprese, che lo stesso giornale, diretto fino a qualche tempo fa dal suo ATTUALE comunicatore di fiducia (erano tempi in cui Geraci apprezzava quello che lui oggi definisce “giornalino” poiché godeva di titoloni e gigantografie supportate da interviste concepite dal suo comunicatore di fiducia), avrebbe adescato un “ascaro” al fine di ordire una trama contro Corigliano. Conclude sostenendo la tesi secondo la quale Geraci sarebbe bersaglio prescelto perché difende l’ospedale di Corigliano da alcune “lobby”. Quali? Non lo dice. Accuse che ribadisce e rincara nel corso della conferenza stampa di fine anno dove parla di attacchi personali e di campagna di linciaggio. Come testata accusiamo il colpo, con rammarico, non tanto perché sono affermazioni rese dal cittadino Giuseppe Geraci, ma perché escono dalla bocca di un SINDACO rappresentativo della seconda città dopo Cosenza. Moralmente tali attacchi si configurano come un vero e proprio abuso di potere da parte di chi utilizza una postazione pubblica, il consiglio comunale, al fine di scagliarsi contro chi dell’esercizio del diritto di cronaca e di critica ha deciso nella vita di farne una professione. Abbia rispetto Signor Sindaco! Sul piano personale non abbiamo mai offeso né Lei, né altri. Tali comportamenti non ci appartengono. Abbiamo l’abitudine di soffermarci sul merito delle questioni. Se ne è capace impari a fare altrettanto, senza colpire la dignità delle persone e delle professionalità. Nessuno “ascaro“ è stato assoldato. Gergo da Lei usato che la dice lunga sulla qualità delle sue idee e dei suoi pensieri. Usare una postazione pubblica alla quale è impedito agli accusati di potersi difendere è un atto di viltà. Il nostro giornale è una struttura privata la cui testata è comunque normata da Leggi dello Stato le quali preservano il sacrosanto principio del “diritto di replica” e/o di “rettifica” nei casi in cui dei cittadini si sentano lesi da uno scritto. Norma non prevista nei consigli comunali. Ne faccia dunque un utilizzo istituzionale della prima assise civica, e non la trasformi in un luogo ai limiti del pettegolezzo. Si mal comprende poi la relazione tra una Sua opinione e l’interesse dell’intero consiglio e della città. Si limiti a parlare da cittadino, da Sindaco, e/o in rappresentanza della Sua parte politica, non vada oltre. Pecca di presunzione, più di quanto stia dimostrando in questi anni. Essere presi di mira per il semplice motivo di aver sostenuto l’idea che la sanità è materia che richiede un’analisi tecnica e clinica ci sembra piuttosto azzardato. Riteniamo che un sindaco possa esprimere delle valutazioni di indirizzo sociale, ma non certo di gestione e di organizzazione interna ai presidi sanitari (lo dicono LEGGI DELLO STATO). E non a caso, anche a livello nazionale, la politica è accusata di ingerenza! A queste tesi Geraci poteva rispondere nel merito, dicendo “non la penso così”, oppure ribadendo “un sindaco deve poter dire la sua anche in tema di gestione”. Si sarebbe preso atto di due posizioni diverse e civilmente il confronto si sarebbe chiuso. Tutto questo si chiama UMILTA’. E invece Lei premia l’arroganza, l’illazione, l’offesa. Cosa sono queste lobby? Quali poi? Le dica se ne ha il coraggio? Perché qualificare come “ascaro” un giornalista? A lei lasciamo la responsabilità di protendere verso un involgarimento del dibattito. I sindaci rappresentano un riferimento, per tutti, anche per le nuove generazioni. Ne tenga conto, ove può! In verità, non crediamo che il Suo dire sia totalmente farina del Suo sacco. Sarà una strana coincidenza, ma toni e contenuti, spesso, subiscono una sorta di omologazione di linguaggio tra più sindaci unitamente a un ex parlamentare dal vitalizio d’oro che rispetto a questo giornale dicono la stessa cosa. Anche qui, strana coincidenza, stesso comunicatore. Altro che lobby! Nessuna centralità su Rossano e nessuna contrapposizione con Corigliano, non a caso sposiamo la causa della fusione, dei cui effetti ne beneficia principalmente Corigliano, basterebbe studiare un po’ di più per acquisirne cognizione e consapevolezza. Infine la battuta sarcastica sulla distribuzione “gratuita”: nel ricordare che lo era anche quando alla guida della testata vi era l’attuale comunicatore di fiducia, riteniamo che la gratuità non sia un disvalore ma un lusso per chi se lo può permettere.

Ex parlamentari dal vitalizio d’oro, anziché andare a mendicare presso i vari editori come hanno sempre fatto perché altro non sanno fare, spazi o chiedere la testa di qualche cronista a lui scomodo, mettesse le mani al portafoglio, oggi abbondante, e investisse direttamente nel settore dell’editoria, così anche lui potrà contribuire FINALMENTE alla crescita della vita democratica(almeno qualcosa di utile potrà dire di averla fatta). Questo è e sarà un giornale che percorre gli interessi del territorio che, spesso, cozzano con il carrierismo personale di alcuni figuri. E, soprattutto, non gode di alcun finanziamento pubblico.

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2 commenti

  1. Francesco Manfredi

    perdonato sindaco #geraci, e faccia come la maggior parte dei rossanesi che l’eco lo usano per incartare il pesce(e u ne mang bon pe chiss)

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