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Corigliano, la giunta comunale adotta una delibera per ribadire un fermo no alle trivellazioni

L’assessore alle politiche sociali Marisa Chiurco

L’assessore alle politiche sociali Marisa Chiurco

La Giunta Comunale torna sulla delicata tematica, purtroppo di stretta attualità, legata alle autorizzazioni governative concesse e da concedere ad alcune società petrolifere al fine di effettuare ricerche di giacimenti nel mare Jonio.
Anche questa volta l’Esecutivo guidato dal Sindaco, dott. Giuseppe Geraci, ribadisce la ferma avversione verso questo tipo di concessioni da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, perché le trivellazioni, come più volte spiegato costituirebbero una grave minaccia per l’ecosistema marino, e non solo, delle zone interessate, e quindi del tratto di mare che interessa la Città di Corigliano Calabro. Con la delibera n. 137 di ieri, giovedì 10 luglio,  la Giunta Comunale ha aderito alle osservazioni presentate dal Comitato  “Mediterraneo no triv” al Ministero dell’Ambiente e al Ministero dello Sviluppo economico, rivolte a motivare la propria contrarietà nei confronti dell’istanza di ricerca di petrolio presentata della società Transunion Petroleum Italia Srl (D68), ma non solo, l’Esecutivo chiede al Ministero di revocare le concessioni già date, inoltre autorizza Sindaco e Giunta, in nome e per conto del Consiglio Comunale, di aderire a tutte le successive opposizioni che potrebbero essere presentate, infine la delibera è stata inviata ai ministeri competenti. “La società petrolifera – dichiara l’Assessore all’Ambiente Marisa Chiurco – intende estrarre petrolio  nel Mar Ionio e a causa delle numerose osservazioni presentate da associazioni, cittadini e diversi comuni di Calabria e  Basilicata, è stata invitata dal Ministero a controdedurre. Nelle sue difese tecniche la società petrolifera sferra un duro attacco al Comitato “Mediterraneo no triv” accusato di aver fatto copia incolla di altre osservazioni già inviate dallo stesso comitato ambientalista contro altre istanze di ricerca. Quanto sostenuto dalla società petrolifera invece – afferma ancora l’Assessore Chiurco – è frutto di una superficiale e grossolana lettura degli atti prodotti dal Comitato. In effetti, quello che la società Transunion Petroleum  considera errori di refuso o copia incolla sono, in realtà, citazioni e rinvio a studi scientifici svolti da altre compagnie petrolifere citate, appunto, per confermare che alcuni sistemi di ricerca del petrolio possono essere potenzialmente pericolosi.
“Mediterraneo No Triv” ha evidenziato anche altre criticità che rendono potenzialmente pericoloso cercare e poi estrarre petrolio nel mar Ionio. In effetti, è stata di recente scoperta una megafrana che conferma il rischio geologico nel Mar Ionio. Inoltre, un importante studio sugli habitat  prioritari presenti nel golfo di Taranto, ha evidenziato che le attività di ricerca e di estrazione del petrolio può comportare danni gravi e irreversibili agli ambienti marini profondi. Se qualcuno sostiene l’interesse economico delle compagnie petrolifere, non ha però considerato l’incidenza economica rappresentata dai potenziali pericoli per l’habitat marino e, di conseguenza, per l’ambiente e la salute dei cittadini”.

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