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Corigliano: Geraci, “diritto” o… rovescio?

di FABIO BUONOFIGLIO

giuseppe-geraci-3Sono giorni di sussulti e grandi fibrillazioni questi per la politica cittadina di Corigliano Calabro. L’amministrazione comunale civica di centrodestra retta dal sindaco Giuseppe Geraci è in evidente stato di difficoltà, affanno, confusione. E dall’altra parte c’è chi da svariati mesi sta lavorando per un’“alternativa” ed oggi esce allo scoperto, pubblicamente ed ufficialmente. Già, perché c’è un nuovo “luogo” politico in città: si chiama “Liberi per cambiare” ed ha come leader il noto imprenditore Aldo Algieri, già in passato vicesindaco nonché candidato sindaco nel 2009 per il centrosinistra ed uscito sconfitto al ballottaggio contro Pasqualina Straface, l’ex  primo cittadino che dal Comune fu estromesso nel 2011 in seguito allo scioglimento degli organi elettivi dell’ente per infiltrazioni mafiose. A distanza d’oltre quattro anni da quella drammatica vicenda politico-istituzionale che lo vide “combattente” in prima linea dall’altra parte, Algieri – il quale nel frattempo ha lasciato il Partito democratico – si riaffaccia sulla scena politica col dichiarato intento di riconquistare la fiducia dei coriglianesi, compresi quelli che allora stavano proprio nel campo che lui avversava. Il movimento civico “Liberi per cambiare” è nato proprio intorno alla figura di Algieri. Il quale, senza mistero alcuno, si dice pronto a reincarnare il ruolo di candidato a primo cittadino. Proprio stamane il movimento si presenterà ai cittadini con una conferenza stampa. Attorno al nominato portavoce Algieri ci saranno tutti i membri del costituito direttivo: Franco Abossida, Rosalba Ardito, Pasquale Casacchia, Luigi D’Ippolito, Domenico Falcone, Gaetano Ferraro, Francesco Fino, Antonello Gianzi, Italo Le Pera, Antonio Madeo, Natale Morrone, Cosimo Mosaico, Domenico Noè, Francesco Oranges, Franco Perri, Vincenzo Polino, Osvaldo Romanelli, Antonello Scarsella e Giuseppe Spezzano. Tra loro sono in moltissimi i volti noti appartenuti a vario titolo e con varie tessere al centrodestra locale. Decisamente di meno gli esponenti dell’opposta estrazione di centrosinistra, ma sottovoce in diversi si dicono sicuri d’“annettersi” l’ormai insignificante Pd locale “a dispetto” del fatto che esso governa il Paese con Matteo Renzi e la Regione con Mario Oliverio. La contingenza politica per loro stessa dichiarazione li ha ispirati “civicamente”, al netto delle loro appartenenze culturali o d’area politica. Algieri e i suoi dunque ci sono già. Ma a Palazzo Garopoli c’è il centrodestra civico che nel 2013 riportò Geraci per la terza volta sulla poltrona di sindaco. “Sulla carta” dovrebbe restare in Municipio fino al 2018. Ma la coalizione del primo cittadino non sembra affatto più quella del 2013. I “nervosismi” tra i consiglieri della maggioranza consiliare affiorano a pelle. Ad alimentarli le continue “mosse” del sindaco – da ultimo la nomina “a meteorite” d’un assessore esterno alla città e dirigente (subito sospeso) del Pd – ma anche i piccoli e grandi scandali “di palazzo” che dal palazzo stanno emergendo soprattutto nelle ultime settimane. L’imbarazzo è evidente e palpabile, anche se non dichiaratamente espresso. Geraci in fondo è un “vecchio volpone” politico e probabilmente ha sempre considerato i suoi consiglieri di maggioranza un bivacco di manipoli in un’aula sorda e grigia. Ma da qualche settimana molti di quei “manipoli” sono tesi.

“Esternano” le loro ruggini dappertutto, meno che in Consiglio comunale dove danno ancora una parvenza di compatezza intorno al loro sindaco. Cominciano a far breccia tra loro altre “sirene”, e stavolta sono politiche, altro che “civiche da travestimento”. Le telefonate e gl’incontri “clandestini” ormai non si contano più. Durante la seduta consiliare di giovedì sera scorso un influente politico della zona ha fatto “capolino” proprio in aula. Era il consigliere regionale della Casa della libertà Giuseppe Graziano, giunto nel “palazzo” per mostrare a tutti d’avere “accreditato” presso di sé un giovane neo consigliere, Francesco Madeo, subentrante al dimissionario dell’Unione di centro Cataldo Russo. Il giovane Madeo, estrazione Udc ormai “dimenticata”, in Consiglio si chiama “Area nuova popolare”. Il civismo “travestito”, a Corigliano Calabro, dal 2013 è ormai una moda inossidabile e questo pure Aldo Algieri e i suoi l’hanno capito molto bene. Il giovane Madeo “battezzato” da Graziano non sosterrà in alcun modo il sindaco Geraci, questo il dato politico espresso dallo stesso neo consigliere. E se Graziano cerca altri suoi eventuali “adepti” in Consiglio comunale a Corigliano Calabro (e non è affatto l’unico della politica “che conta”) l’intento implicito è quello di rovesciare l’amministrazione Geraci al più presto, altro che 2018. Il “progetto” potrebbe essere quello di creare le condizioni per poter giungere a un nuovo voto amministrativo nella prossima tarda primavera, quando al voto andrà pure la vicina Rossano e – considerati i “chiari di luna” – forse anche Cassano Jonio, l’altra vicina. Sottotraccia è tutto un fermento…

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