Home / Attualità / Corigliano: il Gav (Gruppo d’Azione Verità) invita all’incontro di sabato 18 marzo

Corigliano: il Gav (Gruppo d’Azione Verità) invita all’incontro di sabato 18 marzo

gavIl Gav (Gruppo Azione per la Verità sul Tribunale di Rossano) invita tutte le forze sociali, organizzazioni sindacali, associazioni private e di categoria,   comitati,  movimenti, ALL’ INCONTRO fissato per SABATO 18 MARZO  2017, ore 11. CENTRO OLISTICO “LA FOGLIA”- VIA CARDAME (PARCHEGGIO NUOVA CONCESSIONARIA NISSAN – CORIGLIANO CALABRO.

L’iniziativa ha lo scopo di riunire tutte le componenti in campo. Al fine di dare seguito alla forte mobilitazione di protesta  programmata presso Piazza del Quirinale a Roma il 27 APRILE 2017L’obiettivo è dare vita alla costituzione di un vero e proprio COORDINAMENTO. Che avrà il compito di occuparsi di tutte le vertenze emergenziali della Sibaritide. Dalla sanità alle questioni infrastrutturali. Da qui la necessità affinché il fronte si allarghi a più soggetti.Alla proposta hanno finora aderito: Aiga (associazione giovani avvocati). Movimento “Coraggio di cambiare”. Movimento “RossanoPulita”.Fdi-An, Pd, Unione Coltivatori italiani, Forza Italia, Sindacato di Polizia Les. Sindacato Usb, movimento “Rossano Prima di tutto”, “Patto Sociale”. Lista civica “Mascaro Sindaco”. Associazione “Basta vittime 106”.Sinistra italiana, movimento “RossanoFutura”.

GAV: NUOVA PROTESTA A ROMA IL 27 APRILE 

gavLa questione prevalente per cui si batte il Gav è di tipo culturale e tende a fare chiarezza su un presunto oscurantismo di Stato. A distanza di ben 5 anni nessuna istituzione è riuscita a fornire risposte trasparenti. Circa le ragioni della chiusura dell’ex Palazzo di Giustizia. Unico tribunale soppresso in Calabria, pur vantando maggiori requisiti rispetto ad altri presidi. Si adombra, di fatto, una palese ingiustizia perpetrata paradossalmente da organi dello Stato. Ministri che non tengono conto dei pareri espressi dalle commissioni “giustizia” di Camera e Senato, l’attuale Guardasigilli che non dà seguito alla necessaria correzione alla legge delega, richiesta dalle stesse commissioni di Camera e Senato. Il ruolo  dell’ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano che esercita pressioni allo scopo di soddisfare equilibri interni alla magistratura.Ancor peggio, appare, la trama ordita da politici e burocrati con la complicità di organi di Stato in ordine a quanto accade in Calabria. Dove si forza la verità pur d’inventarsi un nuovo maxi presidio a Castrovillari. La cui sede risulta incapiente e inadeguata a ospitare l’utenza dell’ex circondario del Tribunale di Rossano.

Nessuno spiega il perché un centro di dimensioni demograficamente modeste vada ad assorbire una vasta area urbana “Corigliano-Rossano”. Né il perché il tribunale di Paola si blinda e diventa intoccabile. Su questi temi si registra il silenzio di tutti, magistratura compresa. Il Gav ribadisce come in Calabria nessun presidio dovesse essere soppresso. A causa della grave incidenza della criminalità organizzata. E i fatti recenti che interessano i comuni di Corigliano e di Cassano dimostrano la sussistenza del fenomeno. Serve una presa di coscienza dell’accaduto che si trasformi in indignazione. Queste “mancate risposte” non possono rimanere insolute. E’ minato lo stato di diritto, è minacciata la democrazia. Violati i principi della Costituzione italiana. Chi volge lo sguardo dall’altra parte è un pessimo esempio di civiltà.

LE RAGIONI DEL GAV

Il Gav è da anni in attesa di una vera motivazione da parte degli Organi dello Stato.Circa le reali ragioni che sottendono la chiusura del Tribunale di Rossano. Il Gav si è rivolto, invano, a più riprese al Capo dello Stato allo scopo di ottenere udienza sul “Caso Rossano” – Il Presidente della Repubblica non ha inteso ricevere alcun delegato. Il Gav a seguito di una prima protesta svoltasi in Roma (marzo 2016) ha redatto e consegnato n.2 dossier presso la I° e la VII° Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura senza, a distanza di mesi 10, ottenere alcuna risposta. Il Gav ritiene inammissibile il comportamento dei Giudici della Corte Costituzionale che in un’apposita sentenza definiscono “efficiente e produttiva” una Legge dello Stato che viola 10 articoli della Costituzione italiana.

Commenta

commenti