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Corigliano, firmato il contratto per il progetto Sprar

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Firmato giovedì scorso presso la casa comunale il contratto derivante dal progetto  denominato Sprar che è il Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati, una iniziativa che si inquadra in un progetto più ampio di dimensione nazionale che interessa l’accoglienza dei migranti. Un progetto attraverso il quale affiancare persone meno fortunate in un percorso di integrazione affinché diventino autonome e siano in grado di vivere da sole nella società. Al progetto Sprar il comune di Corigliano aveva aderito nei mesi scorsi. A darne notizia, attraverso un comunicato stampa,  è l’assessore alle politiche sociali e per i migranti Marisa Chiurco che, come si diceva, giovedì scorso ha firmato il contratto insieme a 10 ragazzi africani ed ai rappresentanti dell’associazione Cidis Onlus di Cassano che si occuperanno del progetto. “Continua – sottolinea l’assessore – la promozione della cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità verso persone che fuggono da guerre e miseria. Dal primo sbarco nel gennaio del 2015, l’Amministrazione Comunale continua a promuovere i percorsi di inserimento dei ragazzi. L’auspicio è che possano diventare il prima possibile autonomi anche economicamente. Infatti – conclude la Chiurco – qualora uno di loro dovesse trovare lavoro può lasciare il progetto in corso e proseguire per la sua strada”. I ragazzi, tutti maggiorenni, soggiorneranno nel territorio di Corigliano per 6 mesi, ricevendo un budget settimanale con il quale dovranno auto-gestirsi. I fondi utilizzati, circa 660 mila euro, sono finanziati dall’Unione Europea. A questi dieci ragazzi se ne aggiungeranno altri venti. Tutti saranno affiancati da figure professionali che li guideranno nel processo di integrazione e di autonomia. E’ sicuramente un progetto da incoraggiare e incentivare, sperando che possa dare, in un futuro alquanto prossimo, i frutti sperati. Tenuto conto delle grandi difficoltà che in tema di accoglienza devono affrontare, non solo i comuni interessati, ma anche coloro che giungono da noi per trovare rifugio.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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