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Corigliano evita il default finanziario: Un bene o un male?

Veduta di Corigliano

Veduta di Corigliano

CORIGLIANO – La Corte dei Conti sezione di controllo della Calabria ha deliberato che per il comune di Corigliano non può essere dichiarato lo stato di dissesto finanziario, in quanto le misure proposte dall’ente stesso ai rilievi mossi dalla Corte sono meritevoli di accoglimento.
Questa decisione adottata dai giudici contabili regionali quali conseguenze, potrà avere per i cittadini e per l’ente?
Da una prima analisi dei dati, ma soprattutto dalle valutazioni fatte da chi mastica questa materia, pare che la città di Corigliano, soprattutto nel medio e lungo periodo dovrebbe trarne giovamento.
I conti del comune, almeno fino al 2012, questo a seguito dei controlli effettuati dalla Corte dei conti, in un certo senso, non erano aderenti alle reali condizioni delle casse comunali. Soprattutto per ciò che concerne i crediti che il comune vantava nei confronti dei contribuenti e che, nel corso degli anni, non ha mai riscosso e probabilmente mai più riuscirà a riscuotere.
Tradotto in termini abbastanza semplici si tratta di tributi accertati e mai riscossi. Accanto a ciò, altro elemento sottolineato giudici contabili, è la grossa fascia di evasione che dai conti emerge in maniera altrettanto chiara. Ed ecco che l’intervento dell’organo di controllo, abbastanza deciso e perentorio, ha cercato di mettere fine a questo stato di cose. In primis chiedendo agli amministratori di fare chiarezza, spiegando come vogliono realmente gestire i conti pubblici.
Da qui i provvedimenti adottati dal consiglio comunale del 6 dicembre scorso, allorquando l’assessore al bilancio, Antonio Gianzi, nella sua relazione affermò: “Abbiamo l’onere di proporre alla collettività un “patto sociale” per uscire fuori dal guado che altri hanno contribuito, a diverso titolo, a determinare negli anni scorsi”.
Ecco cosa si sono impegnati a fare gli amministratori nel breve, medio e lungo periodo per evitare il dissesto finanziario: riaccertamento dei residui, contrasto e recupero dell’evasione tributaria (che ha storicamente registrato consistenze elevate), miglioramento dell’attività di riscossione, che ha raggiunto – negli anni passati – valori bassissimi sulla fiscalità riferibile alle annualità pregresse, tanto da compromettere seriamente l’entità del gettito necessario per assicurare all’Amministrazione comunale un buon esercizio delle funzioni fondamentali e che avrebbero dovuto garantire la fruibilità dei servizi e delle prestazioni essenziali da parte della collettività.
Unito a tanto è stato deciso di aumentare, per garantire la copertura integrale dei costi, dei servizi relativi ai rifiuti e al servizio idrico integrato, nonché l’adeguamento della compartecipazione economica dei cittadini ai servizi a domanda individuale (asilo nido, mensa scolastica, trasporto alunni, loculi cimiteriali, richiesta di certificati urbanistici).
In aggiunta, poi, sono stati previsti il taglio delle spese per prestazioni di servizio; la riduzione delle spese del personale, un sensibile taglio dei costi della politica (a decorrere dall’1 gennaio 2014, sindaco e assessori, percepiranno il 25% in meno delle rispettive indennità di carica previste, così come anche per il Presidente del consiglio comunale).
Insomma lacrime e sangue a carico dei cittadini, ancora una volta costretti a tirare la cinghia.

g.d.p.

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