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Corigliano, Cataldo Russo: “Mi candido, presto il programma”

COMUNICATO STAMPA

cataldo-russoIncompetenza, malafede, arroganza e menefreghismo regnano negli uffici comunali, in maniera così palese, che difendere i dirigenti è davvero imbarazzante o comunque lascia supporre che a qualcuno va bene questo andazzo.
Resto fermamente convinto che, se vogliamo incoraggiare i cittadini, dobbiamo rompere con un sistema che ha prodotto solo danni, in tutti i settori e, per evitare che siano ancora in tanti prigionieri della rassegnazione, è necessario ritornare alle urne e cambiare la classe politica dirigente.
Chi mi accusa di voler fare solo la guerra ai dirigenti comunali, privo di un programma, presto sarà smentito. Infatti, poiché intendo candidarmi alla carica di sindaco, renderò pubblico il programma da sottoporre agli elettori. Qualche amico che conosce già le mie ricette mi consiglia di lasciar perdere perché le mie proposte non piaceranno ai tanti che non vogliono che le cose cambino.
Ciò che mi fa rabbia è che si lascia il territorio privo di ogni controllo: lavori pubblici, edilizia privata e pubblica, ambiente, raccolta rifiuti, illuminazione, depurazione, canile, ecc., con danni inestimabili al decoro e alle casse comunali e, poi,  nessuna attenzione su chi investe e rischia sulla propria pelle.
Voglio citare chi, come il sig. Alonia Natale, subisce danni immensi ogni anno,  a causa del dissesto e dei torrenti in stato di abbandono e nessuno, ma proprio nessuno, si preoccupa del problema. E, già, del dissesto idrogeologico non se ne parla più! Lo stesso Alonia per l’autorizzazione di una insegna luminosa è in attesa da 5 anni. Per non parlare del sig. Algieri Aldo che ha rinunciato a costruire una struttura ricettiva a ridosso di piazza Salotto per i cavilli del settore urbanistica.
Evidentemente si preferisce lasciar fare le cose (ville) abusivamente, portano più consenso! Qualcuno presto dovrà spiegarci chi risarcirà il dott. Antonio Argentino dei danni subiti in località Pendino. Sono solo alcuni casi che mi lasciano pensare che è diffuso nel Palazzo un odio verso gli operatori nostrani e che si vuole distruggere un’economia reale per lasciar spazio ad una sempre più diffusa illegalità, favorendo poteri esterni a lucrare su tutto e tutti.

Cataldo Russo

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