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Corigliano, beni confiscati da destinare ai minori

marisa-chiurcoI minori non accompagnati in un edificio confiscato alla mafia. L’amministrazione comunale a firma Geraci tenta di trovare soluzioni al dramma dell’accoglienza. Si tratterebbe comunque di una soluzione provvisoria per quei tanti attualmente allocati al palazzetto dello sport di Brillia. «L’obiettivo era e rimane quello di proseguire con l’iter dell’avviso esplorativo, già avviato, del servizio di accoglienza e sorveglianza dei minori stranieri non accompagnati da affidare alle associazioni di Corigliano e del territorio». A darne notizia è l’assessore Marisa Chiurco(in foto) che per quanto riguarda lo sbarco della SIEM PILOT che doveva approdare nel Porto di Corigliano nella giornata di ieri e successivamente dirottato a Taranto, aveva già avuto, il giorno precedente, una riunione in Prefettura per concordare il da farsi.La macchina organizzativa – dichiara l’Assessore – si era già attivata coinvolgendo in primis le 10 associazioni che avevano risposto all’avviso esplorativo. Comune e servizi sociali – aggiunge – continuano a contattare, quotidianamente, il servizio centrale del Ministero per trovare posti disponibili nei centri d’accoglienza accreditati, cercando di garantire, al contempo, la migliore ospitalità ai minori non accompagnati. Non si arrestano gli sforzi ed il lavoro delle associazioni che gestiscono i ragazzi, la cui competenza è stata riconosciuta anche dall’organizzazione SAVE THE CHILDREN in visita nei giorni scorsi a Corigliano. Lo stato di emergenza – conclude la CHIURCO – permane e nella necessità di liberare il prima possibile l’edificio scolastico ed il PalaBrillia l’Amministrazione Comunale sta valutando di adeguare un edificio confiscato alla mafia a struttura provvisoria per l’accoglienza di una piccola parte dei minori. La priorità era e resta quella di proseguire e concludere l’iter per l’affidamento del servizio di accoglienza e sorveglianza dei minori stranieri non accompagnati da affidare ad associazioni che dispongono di strutture adeguate».

Fonte: La Provincia di Cosenza


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