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Corigliano, Acquaviva: “Geraci, se ci sei, batti un colpo”

COMUNICATO STAMPA

Il sindaco di Corigliano, Giuseppe Geraci

Il sindaco di Corigliano, Giuseppe Geraci

Ho preso in prestito, per intitolare questo comunicato, in maniera certamente ardita (me ne scuso anticipatamente con tutti) lo stesso che utilizzò il grande saggista e giornalista Concetto Pettinato allorquando, nel giugno 1944, sollecitò dalle pagine de La Stampa l’intervento di Benito Mussolini a riprendere in maniera decisa la ormai compromessa situazione politica italiana venutasi a creare alla fine della IIa Guerra Mondiale.
Sono ormai passati quasi tre anni da quando, nel giugno 2013, dopo un ballottaggio francamente inutile ma obbligatorio dato il numero spropositato di candidati a sindaco che si presentarono al primo turno, Giuseppe Geraci vinse in modo quasi plebiscitario quell’ultima tornata elettorale.
Il Sindaco Geraci stravinse quelle amministrative sostanzialmente perché la concorrenza “novizia” dei tanti candidati a Sindaco, nonostante qualcuno degli stessi aveva, nel recente passato, già ricoperto ruoli importanti e di primissimo piano, non offriva alla cittadinanza le dovute rassicurazioni amministrativo-politiche e di gestione del sesto Comune calabrese in ordine d’importanza.
Geraci beneficiava, infatti, di una riconosciuta affidabilità politico-istituzionale derivante innanzitutto dalle sue precedenti affermazioni elettorali (due volte sindaco e poi deputato della Repubblica Italiana) e dalla sua lunga e comprovata esperienza amministrativa. Dopo due anni di commissariamento derivanti dallo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, Corigliano ritrovava una garanzia di governo.
Sono stato e continuo ad esserlo con l’onestà intellettuale, la coerenza e la libertà di pensiero che mi appartengono e di cui tanti mi fanno merito, abbastanza scettico, e moderatamente critico, nei confronti della squadra Geraci, poiché in tutti questi mesi non sono riuscito a cogliere, forse per imprevidenza, uno slancio, un impeto dell’attività amministrativa dell’Esecutivo. Mi aspettavo infatti, dallo stesso Geraci e dai suoi assessori, quel qualcosa in più che sinceramente non ho riscontrato.
Ad onor del vero, mai come in questi tre anni gli Enti statali di secondo ordine (Regione, Province, Comuni) hanno subito una aggressione dai governi nazionali che si sono succeduti e dall’Europa, poiché, tra Spending Review, Patto di Stabilità e bilanci da far necessariamente quadrare, amministrare è purtroppo diventato un rebus che avrebbe fatto tremare i polsi a chiunque, anche a chi oggi, con troppa facilità, invoca dimissioni senza un programma alternativo a supporto di tale richiesta.
Oggi, alle porte del 2016, appare opportuno per il Sindaco Geraci aprire una nuova fase di governo dopo aver fatto un bilancio, perlomeno parziale, della sua attività amministrativo-politica e verificato il lavoro svolto finora dalla sua Giunta.
Se tante sono state le problematiche non preventivabili (patto di stabilità, spending review, questione regionale rifiuti urbani, alluvione dello scorso agosto, ecc.) tante altre di natura squisitamente politica ed istituzionale (avvicendamento assessori, cimitero, evasione tributaria, caso soget, lavori pubblici, ecc.) potevano, nel complesso, essere gestiti meglio.
Bene, per esempio, ha fatto il Primo Cittadino ad istituire la Polizia Tributaria per la lotta all’evasione dei tributi locali, come benissimo ha fatto nel sollevare il caso immigrati su scala nazionale. Poco invece, ed in alcuni casi molto male, hanno fatto alcuni assessorati come nella questione raccolta differenziata o nella gestione del cimitero comunale.
Penso, comunque, che un Sindaco non possa, e non debba, sostituirsi all’intera Giunta, ai dirigenti, agli impiegati, ecc. ed accollarsi passivamente tutte le incombenze di cui non è direttamente responsabile, sebbene sia il “guidatore” più esperto alla conduzione della complessa macchina comunale.

Sono stato accusato apertamente, nei mesi  scorsi, da chi, evidentemente, bada al superficiale e poco alla sostanza, di far parte dei “giovani turchi” di destra, con modi da fariseo e avvezzo all’uso del “fuoco amico” contro chi è, ideologicamente, dalla mia stessa parte politica. Sono stato descritto come un dissidente a cui non va bene nulla, quasi per partito preso. Niente di più falso! Se in alcune circostanze ho attaccato pubblicamente l’Amministrazione Geraci (la politica è una cosa mentre il rispetto e l’educazione sono valori civili imprescindibili) l’ho fatto perché sentivo la necessità di far presente, per primo al Sindaco, di cui nutro umanamente la doverosa stima, che alcune problematiche urgenti non trovavano la altrettanto e consequenziale risoluzione. Nulla di più.
Se far presente, pubblicamente e senza timori, a chi ha l’oneroso compito di governare una città complicata come la nostra, che alcune cose non funzionano significa essere un fariseo o, peggio, un franco tiratore, rimango decisamente sbigottito. Penso sia vero proprio il contrario. Illuminante è questo proverbio anonimo siciliano che riporto testualmente:
Solo i veri amici ti diranno quando il tuo viso è sporco.
Concludo questo comunicato invitando il Sindaco Geraci a ripresentare, ai cittadini, una nuova programmazione di governo comprendente le necessarie misure atte a ridare slancio alla sua attività politico-amministrativa. Per il bene di Corigliano.

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