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Corigliano, quattro persone denunciate. Abbattuti oltre 3000 capi di avifauna

Una vera e propria organizzazione dedita al turismo venatorio è stata scoperta tra Corigliano e Rossano dai Carabinieri Forestale. Quattro le persone denunciate. Tre di Corigliano e una di Rossano; protagonisti di una attività di detenzione e commercializzazione di avifauna che veniva sistematicamente cacciata nell’area ionica; per poi essere spedita nelle regioni settentrionali usando autobus di linea. L’operazione, denominata “Osei 2” ha visto impegnati militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza; oltre alle Stazioni di Corigliano, Rossano ed Acri sotto il coordinamento dalla Procura della Repubblica di Castrovillari.

I cittadini di Corigliano e Rossano gestivano quindi attività di caccia riconducibile al turismo venatorio. Una volta giunti sul posto i cacciatori provenienti in gran parte dalle  provincie di Vicenza, Padova, Brescia e Bergamo trovavano tutto organizzato nei minimi dettagli; dall’alloggio, al vitto fino ai fucili e al munizionamento per poter effettuare la caccia a specie di avifauna protetta e non cacciabile; particolarmente apprezzata nella preparazione del tipico piatto a base di cacciagione conosciuto come “Polenta e osei”. I cacciatori, in un vero e proprio “tour venatorio” venivano accompagnati nelle battute di caccia, effettuate nei comuni di Corigliano e Rossano da persone del luogo. Le quali poi, si preoccupavano della conservazione della avifauna abbattuta e della spedizione della stessa. Che avveniva tramite autobus di linea diretti al nord.

CORIGLIANO, PACCHI CONTENENTI AVIFAUNA VENIVANO CARICATI SU AUTOBUS DI LINEA

I pacchi confezionati venivano infatti caricati su autobus di linea come normali spedizioni il cui contenuto era ignoto ai dipendenti delle società di autolinee. L’operazione ha smascherato una vera e propria organizzazione dedita a tale attività illegale; frutto di una lunga e mirata azione investigativa con servizi di osservazione, controllo e pedinamenti. E che è culminata nei giorni scorsi con l’intervento dei militari; che hanno bloccato i quattro uomini in un piazzale a Corigliano mentre caricavano su un autobus, in partenza per il Nord Italia, alcuni pacchi risultati contenenti l’avifauna posta poi sotto sequestro.

Inoltre all’interno delle autovetture usate per il trasporto dei pacchi sono state rinvenute incustodite 250 cartucce. Gli ulteriori e dettagliati controlli hanno accertato la presenza nei quattro scatoloni di 2.795 capi di avifauna per la maggior parte non cacciabile appartenenti alla specie di “Fringilidi” (fringuelli, verdoni, cardellini, fanelli, verzellini, zigoli e peppole oltre a beccacce, beccaccini, alzavole, storni, allodole, pettirossi, capinere, merli, ghiandaie, cinciallegre minori e cinciallegre maggiori) ,suddivisi in pacchetti più piccoli e selezionati per specie, altri 330 capi sono stati rinvenuti all’interno di un magazzino di uno degli indagati insieme ad altro munizionamento incustodito oltre a 28 fucili di vario calibro che erano le armi messe a disposizione per i cacciatori che arrivavano dal nord Italia.

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