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Il coraggio e la forza di Gattuso come simbolo per costruire una grande città

Gennaro Gattuso, mercoledì sera contro la Juventus, ha vinto il suo primo torneo da allenatore. L’ennesima soddisfazione per la sua terra

di Josef Platarota

«Io sono orgoglioso di essere del Sud perché quando penso lo faccio in calabrese e poi lo traduco in italiano». Gennaro Ivan Gattuso, detto Ringhio, dopo il suo primo successo da allenatore ne ha ricevuti tanti di attestati: dagli addetti ai lavori, agli ex compagni, dagli avversari finendo ai suoi tifosi.

Rino come era nel campo lo è nella vita. Si riconosce lontano un miglio quando qualcuno cresce per strada e, come nel suo caso, nella sabbia mista a pietra della spiaggia di Schiavonea. Gattuso il suo mare che incontra per lo più venti caldi se lo è portato dentro, con tutto quel mondo fatto di valori. Rino da calciatore è stato ponente e scirocco, vento forte e vento del sud. È stata educazione che si imparava verso i più grandi, base fondamentale del codice del cemento. Da allenatore è rimasto bambino fedele alle ginocchia sbucciate e ai pali fatti con i cappotti. Il rispetto per l’avversario, la gargia della testa dura di uomo di Calabria, il pudore di un bacio verso il cielo per ricordare la sorella Francesca: gesti che trasudano dignità.

Corigliano Rossano in epoca di statuto, tra mille emergenze e altrettante divisioni, ha in carne ed ossa lo spirito che un’intera città ha il dovere di prendere come esempio. Gattuso è il figlio migliore di questa terra perché questa terra lui l’ha sempre amata, e non solo di facciata.

Poco dopo aver alzato la Coppa Italia Rino da Schiavonea ci ha regalato una frase che vale più di 100 tackle vinti in carriera: “il calcio e la vita mi ha regalato di più di quello che io ho dato”. Attenzione perché la frase è detta da un uomo partito a 18 anni da solo verso la Scozia diventando la reincarnazione di Braveheart per i tifosi dei Rangers Glasgow. Gattuso ha rischiato di non vedere più per via di una miastenia. Gennaro ha perso da poco una sorella e ha faticato in maniera esagerata rispetto ai ragazzi che oggi inseguono il sogno dei soldi piuttosto che un pallone di cuoio.

Il segreto è tutto lì: dare tutto se stessi perché solo così la ricompensa sarà superiore rispetto alla sofferenza. Corigliano Rossano è un città che, come Rino insegna, ha a sua disposizione miriade di potenzialità figlie di un popolo che nel passato dall’onestà e dal sacrificio – ha saputo riscattare un destino. Come? Con umiltà, sudore e l’unione di intenti, sognando in grande. La parabola da seguire per la nostra città è quella di un bambino che raccoglieva le cassette di pesce e che, con i suoi valori, è diventato campione di tutto.


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