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Coordinamento No Triv: “Dagli speculatori del petrolio parole vergognose. La Sibaritide non si farà colonizzare”

manifestazione-no-triv-28-marzoLa stampa locale ha dato discreto risalto al comunicato dell’Amministratore Delegato della società petrolifera “Appennine Spa”. Auspichiamo che venga riformulata ben altra tipologia d’impatto umano, essendo da buoni epigoni della cultura greca poco propensi a relazionarci con qualsiasi intraprendenza lessicale di ispirazione coloniale o peggio da delegato amministratore delle volontà coloniali.
Siamo ben consapevoli che, parafrasando la grande Arundhati Roy, discutere di colonialismo è un po’ come dibattere i pro e contro dello stupro, perché di questo si tratta: di uno stupro autentico della nostra terra, della nostra storia, della nostra (fragilissima) economia. Altro che compitino in classe per gli “ambientalisti”.
Per rinfrescare la memoria vorremmo ricordare che in questi anni, noi “ambientalisti” ci siamo occupati di depuratori e ferriti di zinco, di centrali al carbone e discariche a cielo aperto, di rifiuti in partenza dal nostro porto e di rigassificatori, che da parte di un “blocco sociale” ben individuabile ed interscambiabile, sembrano essere le uniche prerogative del “valore d’uso”della nostra Terra.
Mentre l’universo intero discute di energie alternative, di fine del ciclo del petrolio si giunge con un progetto le cui devastanti conseguenze sono arcinote a chiunque abbia a disposizione un minimo di senso critico ovvero di un diploma di terza media.
Si vada a raccontare in altri contesti che un cantiere ubicato a mezzo chilometro dalla foce del Crati, ovvero a due passi dal parco archeologico di Sibari, non determinerà alcun “impatto ambientale”.
Se invocare il buon senso non serve a molto, rispetto all’ansia da prestazione speculativa che sottintende le logiche del profitto, si ritiene utile richiamare la costituzione italiana che all’art 9, cui nonostante tutto debbono sottostare persino le multinazionali ed i loro delegati amministratori “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”
Crediamo nonostante le note “distrazioni” di una classe dirigente affaccendata in tutt’altre questioni, che il tratto di terra interessato sia patrimonio della cultura mondiale e che sia nostro obbligo morale difenderne i presupposti d’esistenza.
Senza contare i danni irreversibili verso le attività economiche esistenti in campo turistico ed agricolo, unica valvola di sfogo occupazionale reale in un contesto sociale con disoccupazione che si attesta sopra il 50% della forza attiva.
Risulta indecente infine che al Comune di Cassano non andrebbe neppure un centesimo rispetto ai danni ricavati.
Una logica di tale portata era persino sconosciuta ai colonialisti europei del secolo scorso.

Coordinamento No Triv
“Magna Grecia”

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