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Convocata riunione del Comitato pro fusione Corigliano Rossano, all’ordine del giorno la raccolta firme

Rossano CoriglianoCOMUNICATO STAMPA

È convocata per VENERDÌ 20 NOVEMBRE – ORE 19,30 nell SALA RIUNIONI AZIENDA FAMIGLIUOLO  C/DA S. LUCIA – CORIGLIANO CALABRO, LA RIUNIONE DEI PRESIDENTI delle 108 Associazioni e dei componenti del COMITATO PRO REFERENDUM con il seguente ODG:

1. OTTIMIZZAZIONE RACCOLTA FIRME
2. SPIEGAZIONE MODALITA’ DI RACCOLTA
3. CONSEGNA MODULI E ANNOTAZIONE RESPONSABILI
4. FORMAZIONE GRUPPO DI LAVORO CONGIUNTO
5. CAMPAGNA DI DIVULGAZIONE INIZIATIVA.
LA RIUNIONE, COME SEMPRE, E’ APERTA A TUTTI GLI INTERESSATI E A CHIUNQUE NE VENGA A CONOSCENZA

DOCUMENTO

COMITATO 100 ASSOCIAZIONI
PER LA FUSIONE DEI COMUNI DI CORIGLIANO E ROSSANO
– RIECCOCI –
108 Associazioni – il cui novero è formato da oltre 60 Presidenti che hanno sottoscritto il 22 gennaio 2014 e depositato al Protocollo delle due Città, un Appello in favore della Fusione, cui se ne sono aggiunte altre 48 in corso d’opera – non sono state ritenute cosa degna di nota nonostante quell’Appello fosse fondato su argomenti validissimi a favore di questo martoriato Territorio.
La Delibera unanime del Consiglio Comunale di Rossano in data 16 gennaio 2015, dopo un anno di discussione, è stata bucata dal Consiglio Comunale di Corigliano Calabro che non ha deliberato nella contestuale seduta, con argomenti fuori tema, dilatori e contrari agli accordi già presi.
L’ulteriore anno che sta trascorrendo è stato denso di appuntamenti sul tema con due incontri del Comitato al Ministero della Funzione Pubblica, di cui uno onorato della presenza delle due Amministrazioni rappresentate ai più alti livelli e dove si è preso impegno che la seconda Delibera di Corigliano sarebbe intervenuta al massimo tra agosto e settembre scorsi.
Nei dibattiti tenuti a Rossano e a Corigliano, gli argomenti contrari alla Delibera, uno per uno, sono caduti nella smentita più ampia e nell’auto smentita degli apparenti contrari, tanto che dopo, per ben due volte si è annunciata e poi smentita la convocazione del C.C. di Corigliano indispensabile per dare la parola decisiva al POPOLO per il Referendum.
Nel frattempo sui marciapiedi, nelle sedi pubbliche e private, oggi, quando si parla di politica del Territorio, la Fusione è l’argomento principe per tutti e questo non è un dato che si possa smentire!
Tuttavia per gli Amministratori del Comune di Corigliano Calabro, nessuno degli argomenti portati dal Comitato e dai numerosi altri intervenuti nel dibattito è stato ritenuto valido per indurli a mutare direzione.
Anche il sorto Comitato per il Referendum sulla Fusione le cui ragioni sposiamo tutti, composto interamente da rispettabili cittadini della sola Corigliano, non è riuscito ancora a sbloccare la situazione.
Si è registrato pure in più occasioni l’autorevole intervento si s.e. l’Arcivescovo convinto che il Progetto della Fusione sia un’occasione da non perdere in favore del Territorio.
«Non ci resta che piangere», diceva il film e noi rispondiamo che «Non ci resta che raccogliere FIRME» per dimostrare sul piano politico e popolare che ancora una volta ai più sembra che gli Amministratori vadano da una parte e il Popolo dall’altra.
L’iniziava della raccolta delle firme, concordata con il Comitato pro Referendum, NON HA NATURA PUBBLICISTICA NECESSITANTE DI FIRME AUTENTICATE (come per i Referendum, per le iniziative Legislative popolari, per la presentazione delle Liste Elettorali, ecc.) bensì tale raccolta ha, come detto, valenza squisitamente politica e di “moral suasion”.

I cittadini di Corigliano (quelli di Rossano sono coperti dalla Delibera) che firmeranno da oggi fino al 15 gennaio 2016 declineranno le loro generalità e si prenderà nota del loro documento d’identità come già previsto nell’apposito Modulo, cosa che ne garantisce la piena identificazione.
Saranno 2000, 3000 o 4000 e più, tale dato varrà quale dato popolare da considerare da parte di chi volge lo sguardo indietro alle divisioni, alle incomprensioni e ai pregiudizi condannando così il Popolo all’arretramento suo e dell’intero arco Jonico da Cariati a Rocca Imperiale e soprattutto negando definitivamente alla Piana di Sibari il primato che le spetta quale faro luminoso dell’antica Magna Grecia, dell’Età Bizantina e Normanna, della Rivoluzione Napoletana, del Regno Borbonico e del Risorgimento. Luminosità che ha, via via, perduto nel Regno d’Italia e in questa Repubblica delle Regioni dove comandano da oltre 40 anni solo e sempre le solite consorterie che privano di fatto la Piana di Sibari di Delegati e di Risorse pari alla sua forza e alla sua rappresentatività.
CORAGGIO ANDIAMO AVANTI

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