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Il contributo di Martino Rizzo: il lungo viaggio del Fonte Battesimale del Patire da Rossano a New York

Di seguito il contributo dello storico rossanese Martino Rizzo, sul famoso Fonte Battesimale del Patire, uno dei numerosi preziosi arredi sacri che arricchivano il Monastero di Santa Maria del Patire. Una lunga storia di spoliazioni  e privazioni che connotarono particolarmente il Sud Italia. Un Meridione d’Italia che nel corso dei secoli, si è assuefatto al latrocinio e alla non restituzione.

Il Fonte Battesimale del Patire di Corigliano-Rossano oggi si trova presso il Metropolitan Museum di New York al quale nel 1917 venne donato da John Pierpont Morgan.

Come ha fatto il Fonte Battesimale ad affrontare questo lungo viaggio e finire negli USA? L’abbazia del Patire è un antico monastero bizantino di Corigliano-Rossano che – in seguito alla legge di Luigi Bonaparte, sovrano del Regno delle Due Sicilie, del 13 febbraio 1807 sulla soppressione degli ordini monastici – nel 1809 venne soppressa e il suo patrimonio e i suoi beni messi in vendita e acquistati da Giuseppe Compagna,  proprietario del castello di Corigliano Calabro.

Il Compagna trasferì molte opere del Patire dentro il castello, tra le quali anche il Fonte Battesimale, come riferì a voce nel 1889 Francesco Compagna – discendente del barone Giuseppe – a Giuseppe Cozza-Luzi. In quell’anno la conca già non si trovava più a Corigliano e il barone Francesco Compagna – facendo ricorso ai suoi ricordi – si limitò solo a descriverla al Cozza-Luzi che ne chiedeva notizie. Per notizia: Giuseppe Cozza-Luzi era un monaco basiliano, grande studioso dell’epoca bizantina. Fu abate di Grottaferrata (1879-82), vicebibliotecario della Vaticana (1882), presidente della Società romana di archeologia cristiana; autore di varî studî di paleografia, storia, archeologia, teologia e liturgia. Successivamente però del Fonte Battesimale si persero le tracce.

Paolo Orsi, nel 1929, con il suo libro Le chiese basiliane della Calabria parla di una perduta conca marmorea proveniente dal Patire. Per arrivare al primo accenno di notizia in merito alla nuova collocazione del Fonte Battesimale del Patire dobbiamo arrivare al 1932 quando Georg Pudelko, col suo lavoro Romanische Taufsteine,  dedicò un’ampia panoramica sui fonti battesimali in Europa e  raccontò di uno conservato al MET proveniente da “Santa Maria del Patos in Calabria”. La conca  era arrivata al Museo di New York nel 1917 come donazione del famoso banchiere John Pierpont Morgan che l’aveva acquistata, o avuto in dono, dalla Famiglia Compagna, di sicuro prima del 1889.

Sulla scia di questa notizia e sulla consultazione del catalogo della collezione Morgan del 1929, la studiosa Emilia Zinzi pubblicò nel 1985 un lavoro su “La conca del Patirion (1137). Un recupero e alcune considerazioni sulla cultura figurativa dei monasteri italo-greci del Sud in età normanna. E così venne data vasta eco alla circostanza che il Fonte Battesimale, di cui si erano perse le tracce, si trovava in bella vista a New York, nella Galleria 304 del famoso museo cittadino.


 

 

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