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Contributo di Ernesto Rapani dopo l’inchiesta de L’Eco sulla montagna: “Risorsa inutilizzata”

di ERNESTO RAPANI

Unaernesto-rapani delle grandi leve di sviluppo non soltanto turistico di Rossano, così come nel resto della Sibaritide, è la montagna. Ne ero e resto convinto. Per questo ho particolarmente apprezzato l’ultima inchiesta de L’Eco dello Jonio. Si è entrati nel cuore di una delle questioni aperte, il valore ed il mancato sfruttamento della nostra risorsa montana, sulla quale da sempre mi sento coinvolto. Non a caso la montagna e la necessità di indirizzare su di essa iniziative programmatorie importanti sono state e restano tra le priorità della mia campagna elettorale amministrativa e della mia agenda politica.
È dal 2011 che continuo a proporre, senza aver però mai trovato interlocutori attenti, l’attuazione del piano di gestione e di assestamento forestale, previsto da legge regionale. Un silenzio ed un disinteresse gravi se rapportati ad un solo dato: un milione di euro in 5 anni. È, questa, infatti, la cifra che il Comune potrebbe introitare se si dotasse di quello strumento che garantirebbe la possibilità di programmare per cinque anni un intervento di taglio in zone boschive dal valore di 200 mila euro annui.
Senza considerare gli altri benefici derivanti da questa diversa consapevolezza politico-istituzionale: dalla tutela del bosco, alla valorizzazione dei prodotti del sottobosco, dalla prevenzione degli incendi al rinvigorimento complessivo del bosco. È dimostrato: si creerebbe valore economico aggiunto per le casse comunali. Vi è, poi, il capitolo strategico del turismo. Che ovviamente non è affatto soltanto quello balneare o di qualche evento artificiale. La montagna di Rossano potrebbe essere promossa e fruita turisticamente tutto l’anno, attraverso le possibilità offerte anzi tutto dagli sport di montagna. Dal trekking alla valorizzazione degli antichi percorsi della transumanza o alla comunicazione turistica delle bellezze paesaggistiche, in coincidenza ad esempio con eventi topici della nostra tradizione, come l’annuale tappa alle cascate di S.Onofrio, a maggio. La cosa più curiosa è che la Giunta ha approvato il piano dei pascoli che, solitamente, segue quello di assestamento forestale.
Ma vi è un altro capitolo non meno interessante, connesso direttamente alla tutela della montagna: la manutenzione di fiumi e torrenti. Ancora una volta non mancano le leggi regionali di riferimento. L’Amministrazione Comunale potrebbe addirittura prevedere l’autorizzazione ad asportare materiale inerte da commercializzare. Con almeno cinque effetti positivi certi: si eviterebbero i furti; si pulirebbero gli alvei spesso inquinati da discariche abusive e che, quindi, inquinano alla foce spiagge e mare; si eviterebbero smottamenti e frane, governando il dissesto idrogeologico (investendo dunque in prevenzione invece che intervenendo a danno verificatosi); ed il comune, infine, farebbe cassa, potendo commercializzare il materiale inerte i cui proventi potrebbero essere utilizzati per manutenzioni idrauliche. Siamo insomma di fronte ad una ricchezza naturale esclusiva ma lasciata, purtroppo, in stato di totale abbandono ed in preda a quanti la stanno sistematicamente distruggendo con i tagli abusivi.

*Consigliere comunale
e dirigente nazionale di Fratelli d’Italia

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