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Consiglio dei Ministri in Calabria. Farlo nella Sibaritide sarebbe un atto coraggioso

«Vi anticipo che ho intenzione di far svolgere un Consiglio dei ministri in Calabria, perché la Calabria è una delle Regioni del Sud più abbandonate a se stesse e il Consiglio avrà un valore simbolico ma anche operativo». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte incontrando gli studenti alla università Luiss di Roma nelle conversazioni su “Europa e futuro”.

È sicuramente una notizia che “spacca” i canoni, i cerimoniali e le usanze della politica. Ed è sicuramente una provocazione nell’accezione di voler lanciare una sfida, in questo caso sociale. «In Calabria ci sono tanti problemi» ha detto Conte, sottolineando un intervento «straordinario e risolutore» sulla Sanità.

Ecco, allora, che ad una provocazione positiva ne lanciamo un’altra: che questo Consiglio dei Ministri se s’ha da fare che lo si faccia nella Sibaritide, a Corigliano-Rossano. E lo diciamo con cognizione di causa. Perché questo territorio, per i problemi evidenziati dal premier, è quello più in ginocchio dell’intera regione. Proprio qui, dove i diritti alla Salute, alla Giustizia, al Lavoro e alla Mobilità – per citare solo i casi più emblematici – sono stati calpestati e poi cancellati. E dove, però, tra la gente c’è stato il più bel sussulto, un po’ illuminato e un po’ giacobino, di mettersi insieme, unirsi in un’unica Città, fare squadra e tentare di rialzarsi.

Ecco allora che un Consiglio dei Ministri, non solo simbolico ma carico di impegni, qui sarebbe emblematico di tutto. Rappresentativo e sintetico dello stesso spirito calabrese. Perché qui i cittadini italiani della Sibaritide attendono da anni che il Governo del loro Paese gli riconosca quello che non gli è mai stato riconosciuto. Che prenda impegni concreti e non solo a parole.

Un Consiglio dei Ministri, non di parata ma che restituisca sostanza (sanità efficiente, strade moderne e sicure, treni nuovi e veloci, tribunali e opportunità di lavoro, per citarne alcuni), sarebbe un atto di coraggio assoluto. Probabilmente il più coraggioso di sempre.

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