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La conoscenza al giorno d’oggi: altro che sacchi di sale!

L’EDITORIALE DI MARTINA FORCINITI

conoscenzaLa rivoluzione digitale ha semplificato, diremmo quasi banalizzato il nostro tessuto sociale. Una trasformazione epocale fatta di soggetti e coscienze connessi in una rete in cui si è perso il corpo; in cui le nuove tecnologie da un lato hanno certamente promesso – e in alcuni casi realizzato – miglioramenti strategici nelle nostre vite; ma dall’altro hanno irrimediabilmente danneggiato la qualità delle nostre relazioni. Sempre meno mediate – dicevamo – dalla corporeità, ridotta a una manciata di pixel e calata in spazi di confronto più simili a vuote bolle digitali che a luoghi in cui sviluppare interazioni.

FONDAMENTALE IN UN RAPPORTO DI CONOSCENZA NON PERDERE IL MANICO DEL COLTELLO

In questo senso, ciò che un tempo era abituale e “vero”, oggi non lo è più. Si pensi all’instaurazione di un rapporto di conoscenza: quella stessa conoscenza che secondo i detti popolari è possibile realizzare solo consumando con l’altra persona sacchi e rubbi di sale, è invece spesso effimera, fragile. E così quella che poteva sembrare una conoscenza stabile e positiva, si rivela in realtà nella sua natura qualitativamente scarsa. Diremmo quasi un legame bugiardo in una società di bugiardi e che – in quanto tale – è destinato a spezzarsi sotto il peso della sua falsità.

Ecco perché, oggi più di ieri, è fondamentale in un rapporto di conoscenza non perdere il manico del coltello. Rischiando di cadere nella tendenza al dare per scontato. Perché se è vero, come lo è, ciò che diceva il buon Giovanni Verga, conoscersi mangiando insieme sette salme di sale è un’abitudine che rischia di perdersi in un deserto di asocialità e di relazioni disoneste e dannose.

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