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ConfColtivatori chiede incontro urgente a Presidente Oliverio

mario-oliverio-3Ill.mo On. Presidente,
facendo seguito alla nota del 10 marzo u.s. con la quale si chiedeva un incontro per discutere del problema relativo al Decreto Ministeriale (Politiche Agricole) n. 1420 del 26 febbraio 2015 art. 2 comma 4, (divieto di pascolamento con capi di allevamento di terzi), la presente per informarLa che, in data 25/03/2015 presso il Dipartimento Agricoltura, i sottoscrittori del presente documento, accompagnati da un gruppo di associati, hanno incontrato l’On. Mauro D’Acri.
In quella sede i presenti venivano rassicurati che nel giro di qualche giorno, il problema sarebbe stato risolto con una Delibera di Giunta Regionale e con la stessa, si sarebbe consentito, ai sensi del succitato Decreto Ministeriale all’art. 2 comma 5, che le pratiche di pascolo riconosciute come uso o consuetudine locale, in deroga a quanto previsto dal comma 4, si potrebbero concedere anche ai capi di bestiame appartenenti a codici di allevamento non intestati al proprietario del terreno.
Si è altresì convenuto che interessate a questa vertenza, solo in Calabria, sono soprattutto piccole e medie aziende e precisamente: 400 (quattrocento) allevamenti zootecnici ed oltre 1.000 (mille) aziende agricole. Inoltre, l’intervento è assolutamente necessario anche per assicurare la pratica della “monticazione” o “transumanza”, da sempre praticata nelle nostre provincie; di questa pratica ne sono testimonianza i “tratturi” o le vie della transumanza che dopo secoli sono ancora esistenti e perfettamente mantenuti.
A parte i nobili propositi, a distanza di quasi venti giorni nulla abbiamo più saputo della promessa fatta dall’On. D’Acri! Nulla abbiamo più saputo della procedura che si doveva seguire con l’approvazione della famigerata Delibera! Infatti, secondo quanto stabilito dallo stesso Decreto e relativo all’aggiornamento del Sistema di Identificazione delle Parcelle Agricole (Sipa), le Regioni e le Province Autonome dovevano effettuare le comunicazione necessarie all’aggiornamento del sistema entro 10 giorni dalla pubblicazione del più volte citato Decreto.
A questo punto gli associati ed iscritti alla ConfColtivatori si chiedono e chiedono: come mai non si vuole procedere alla modifica del Decreto “de quo”? Quali sono i motivi per cui ancora non si è proceduto alla formalizzazione della Delibera? Il comparto è al collasso, la zootecnia è in difficoltà, il settore ortofrutta è in grave crisi, gli aiuti comunitari sono stati ridimensionati, è stato l’annus horribilis dell’olio, i castaneti sono stati attaccati dal cinipide, il prezzo del gasolio agricolo è salito alle stelle, le banche hanno ridotto l’accesso al credito per la mancanza di meccanismi di garanzia efficienti etc. etc.
Il grande rispetto per le nostre radici, le nostre tradizioni, le nostre aziende conservate da padre in figlio, portate avanti con sudori e grandi sacrifici, non ci hanno fatto ancora buttare la spugna.
Resistiamo, anzi è il caso di dire che tentiamo quotidianamente di resistere ad una politica crudele e matrigna, che, chiede e non concede; l’I.M.U. agricola docet.
In poche parole, il rischio di fallimento per molte aziende piccole, medie e anche grandi, dovuto anche agli effetti del Decreto de quo, appare tutt’altro che remoto.
Per tutti i motivi su citati, si chiede un incontro urgente entro e non oltre la fine della settimana in corso.
Nella malaugurata ipotesi, tale richiesta non sarà accettata o presa in considerazione nei tempi indicati, si comunica alle Autorità in indirizzo che martedì 21 p.v. partiranno dalle varie provincie, trattori e mezzi agricoli di ogni sorta, alla volta di Catanzaro, per un sit-in di protesta ad oltranza. Si comunica pertanto a S.E. il Prefetto di Catanzaro che la mobilitazione dei suddetti mezzi potrebbero provocare disagi alla viabilità ed alla circolazione, pertanto, si indicheranno nei prossimi giorni, con precisione, i percorsi che effettueranno i suddetti mezzi.
Cordialità.

Il Responsabile Nazionale
Giorgio Amelio
Il Responsabile Regionale
Giovambattista Benincasa

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