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Comune unico? Scarcello invoca la fusione fra Corigliano e Rossano

municipiAREA Urbana, conurbazione o cosa dobbiamo aspettarci dal futuro per Corigliano e Rossano? Iniziamo un viaggio nei due comuni, alla scoperta del progetto politico che presiede a questo disegno. Lo facciamo partendo dal centro bizantino e dal presidente del consiglio comunale, figura di riferimento super partes, anche se espressione di una maggioranza di centrodestra.
Dopo Vincenzo Scarcello, sarà la volta del presidente del consiglio comunale di Corigliano, Pasquale Magno, quindi di altri protagonisti, alla ricerca di una opinione quanto più possibile condivisa che scaturisca in una decisione.
«Un consiglio comunale per la realizzazione del progetto di fusione dei due municipi è già stato calendarizzato da tempo – ci spiega Vincenzo Scarcello – e si svolgerà, presumibilmente, il primo di settembre. È figlio di un progetto molto più ampio, portato avanti da associazioni che hanno raccolto il sentimento comune di dotarsi di una nuova struttura, per poter tentare di far vivere meglio i cittadini residenti.
Dunque, il consiglio comunale è stato dapprima pensato come ipotesi congiunta ma, per una questione di forma, si è poi deciso di far giungere alla Regione due distinte deliberazioni, espressioni della volontà dei due consigli di arrivare all’unione in tempi brevi. L’iter, certamente, non è dei più agevoli ma se non si parte, non si giungerà mai al traguardo.
Troppe differenze? In questi casi – continua il presidente – bisogna lasciare da parte la storia di ognuno e, se si vuole parlare di matrimonio, bisogna tralasciare ciò che è stato.
Le diversità, certo, possono esistere ma il territorio ha bisogno di iniziative concrete per far decollare la Sibaritide, la zona più ricca e produttiva di tutta la Regione».
Di Area Urbana si parla ormai da oltre un decennio, ma alcuni sostengono che non abbia mai avuto efficacia e che, forse, prima di parlare di unione, bisognerebbe proseguire su questa strada.
«L’ipotesi di unione non esclude quella di Area urbana, anzi è una diretta prosecuzione di quel progetto ambizioso di dotare il territorio di infrastrutture comuni e polivalenti.
I consigli comunali, in realtà, non decidono nulla ma hanno l’obbligo di far vivere meglio i cittadini, che saranno artefici del proprio destino, attraverso il referendum popolare indetto per legge dalla Regione. L’orientamento del governo centrale è quello di favorire l’accorpamento di enti per il risparmio delle spese, ma la costituzione del comune unico darebbe l’opportunità ai residenti stessi di poter godere di una serie di finanziamenti».
Il progetto di Area urbana non sarebbe entrato a pieno regime, perché rallentato da troppa burocrazia. Si spera che, con l’unificazione, le cose vadano diversamente.
«Il comune unico sarà pienamente effettivo quando ci saranno le elezioni, con un municipio unico, un sindaco unico ed una sola giunta che andranno ad amministrare una popolazione di quasi ottantamila abitanti, con i vantaggi che dipendono da una città che sarà più grande di Crotone e della stessa città di Cosenza».
Fin qui, le ragioni e le opinioni del presidente del consiglio comunale di Rossano.
Il disegno che si vuole tracciare è di ampio respiro, a lungo termine e dovrà superare tantissimi ostacoli. Primo fra tutti, proprio quello burocratico amministrativo, con un iter complesso, da queste parti è difficile cimentarsi.
Però, se non si inizia non è possibile affacciare previsioni. Le due amministrazioni comunali hanno proceduto speditamente sull’Area urbana – ironia della sorte – più quando erano rette da coalizioni diverse, che quando centrosinistra e centrodestra detenevano la carica di sindaco.
Vedremo, dopo i consigli comunali, con un occhio al Piano strutturale associato, per il quale bisogna fare presto e bene. Se non si vuole affossare lo sviluppo urbanistico, prima della nascita del comune unico.

m.f.
s.t.

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