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Comunali, a caccia di candidati capaci. Per rimettere in marcia Rossano, l’onestà non basta

di LENIN MONTESANTO

acquapark-odissea-2000Non basta l’onestà e la dirittura etica per governare una città, piccola o grande che sia. Così come un Paese.
Lo sapevamo già, per carità. Ma il fatto che a ribadire questa che parrebbe essere una ovvietà sia stato di recente nientemeno che il Presidente Renzi, riferendosi al sindaco Pd di Roma Marino, indirettamente o se si preferisce politicamente coinvolto nella gravissima vicenda di “Mafia Capitale”, è come se si fosse rimesso pesantemente il dito nella vera piaga nazionale. Che non è tanto, forse, quella della corruzione. O delle mafie, capitali o periferiche. Ma quella del sostanziale immobilismo politico-istituzionale e della incapacità amministrativa diffusa a tutti i livelli, che offre certo spazi al dilagare della corruzione ma che è la risultante anzi tutto della scarsissima formazione delle classi dirigenti. Non solo di quelle attuali.
Un gap che rileva, che ha fatto e fa danni – sia chiaro – al netto dell’integrità morale spesso rivendicata o sbandierata come sufficiente. Mentre non lo è. Affatto. Così come del resto gli elettorati, regione per regione, spesso dimostrano, impermeabili a qualsiasi previsione contraria.
I casi, anche recenti, non mancano. Perché se è vero che non v’è oggi ruolo più complesso del sindaco di una città o del presidente di una regione, è altrettanto vero che troppo spesso il confronto dialettico, passato ormai dal filtro delle defunte ideologie e quello del solo spettacolo mediatico, si avvita sulla presunta verifica della maggiore o minore rispettiva eticità dei candidati. Fino a prova contraria. Il che conferma quanto sia attualissimo, per ovvio che sia, quell’ultimo richiamo di Renzi a Marino. E che vale per tutti.
Anzi tutto per chi si dichiara o fa solo capire (tutti) di essere pronti a candidarsi, ad esempio, per il rinnovo del Sindaco e del consiglio comunale di Rossano nel 2016. Essere inattaccabili da un punto di vista morale è o dovrebbe essere una pre-condizione per qualsiasi semplice affacciata su ruoli di impegno pubblico e politico. E non vi è dubbio alcuno che così sarà anche da queste parti. Ma è proprio per questo che ad interessare, coinvolgere e preoccupare sempre di più i cittadini sono (e devono essere!) solo i contenuti, i programmi, la visione o l’esperienza di governo che si saprà dimostrare di avere per condividerne metodi e benefici a servizio della comunità. Per un progetto di rilancio e sviluppo il più possibile antonomo e fondato sulla valorizzazione di ciò che già si ha.
Partendo da una consapevolezza difficilmente negabile e che è termometro di tante altre difficoltà latenti: l’ultimo grande investimento privato, di tipo economico e turistico, realizzato a Rossano, non soltanto degno di questo nome ma che rappresenta a tutt’oggi un riferimento nazionale, resta l’Acquapark Odissea 2000, inaugurato nel 1995. Si è fermi insomma a 20 anni fa!
Si capisce allora perché ciò di cui si avverte davvero il bisogno è essenzialmente la capacità di disegnare e stimolare, probabilmente su nuove basi, il riposizionamento territoriale e regionale di una città che è forse vissuta per decenni all’ombra del suo stesso felice isolamento, culturale, politico ed anche economico. E che oggi, nel quadro di una crisi generale del sistema Italia, che non risparmia nessun territorio, indubbiamente aggravata da quello che in tanti descrivono come il fallimento dell’autonomia regionale calabrese, sembra ormai destinata ad assistere al ripetersi di quelle che, nella popolazione, vengono subite come oggettive privazioni e scippi: dalla chiusura della centrale Enel a quella del Tribunale, passando per i tagli alla sanità ed al continuo isolamento infrastrutturale che si condividono col resto della Sibaritide. Così come le attese per l’ospedale nuovo. Fino al dibattito aperto sul progetto di fusione con la limitrofa Corigliano.
Riuscire, da qui ai prossimi mesi, a far capire quali sono le vere visioni alternative di governo e di sviluppo durevole dei decenni a venire è, e non altre, la vera sfida alla quale dovrebbero sentirsi chiamati e motivati i candidati le forze politiche e sociali.
Il prossimo sindaco non potrà non essere una persona pulita. E non ci piove. Come del resto è tradizione consolidata di questa città e delle sue classi dirigenti istituzionali. Ma per rimettere in marcia Rossano e ciò che essa, insieme a Corigliano, potrà rappresentare, come area urbana riferimento e guida nella Sibaritide, l’assenza di avvisi di garanzia non basterà. Così come non basterà il colore politico. Questa volta ci vorrà qualche attributo in più.

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