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Comitato in difesa di Bucita e del Territorio: «Sulla questione rifiuti, facciamo chiarezza»

«Negli ultimi giorni si sente tanto parlare di Bucita e questo è un buon segnale perché dimostra che abbiamo fatto un buon lavoro. Certo è che se i tanti cittadini che oggi chiedono chiarimenti su Bucita, avessero dato il loro contributo quando pochi cittadini lottavano per salvaguardare il territorio adoperandosi per impedire che arrivassero rifiuti da tutte le parti, probabilmente oggi non combatteremmo contro un’emergenza rifiuti tragica, come quella attuale.

Ci siamo resi conto di come possano essere stravolte le parole e abbiamo scelto di non prestare il fianco a inutili polemiche. Tuttavia, restando fermi su questa linea, dopo averne sentite tante, avvertiamo  il dovere di chiarire alcuni aspetti nel solo interesse dei cittadini.

La soluzione alla crisi emergenziale sui rifiuti esiste, basterebbe realizzare degli impianti di selezione e valorizzazione della materia prima e seconda. Per poter procedere ad una soluzione, i cittadini devono sapere qual è la differenza tra una discarica – che seppellisce rifiuti nel suolo , inquina le falde acquifere e arricchisce le lobby delle discariche – ed un impianto di selezione e valorizzazione moderno che possa dare lavoro e un nuovo impulso al nostro territorio, troppo spesso governato dal malaffare e dalla corruzione.

E’ importante definire qual è la differenza tra una discarica e un sito di trattamento.

Una discarica è una buca dove si  “seppelliscono” i rifiuti, purtroppo quasi indifferenziati per le carenze (appunto) del sistema impiantistico regionale. Un impianto di selezione dei rifiuti moderno, invece, è un centro di smistamento, di differenziazione e di valorizzazione. 

È agevole comprendere che se il rifiuto viene lavorato e messo sul mercato, i cittadini possono trarne dei vantaggi: infatti, se la materia viene immessa nel mercato, i proventi per  la vendita di quel materiale possono essere reinvestiti in favore dei cittadini. Tutto questo è legato ad una adeguata raccolta differenziata grazie alla quale i conferimenti presso le discariche sarebbero ridotti a meno del 10%, con un ulteriore guadagno per i cittadini, sia ambientale che economico. Attualmente il costo del rifiuto è di euro  centodieci a tonnellata, tutto a carico dei cittadini, ed è la ragione per la quale il costo delle bollette è sempre più alto.

Spesso quando si parla di Bucita, non si sa di cosa si parla.

Come abbiamo più volte cercato di spiegare, a Bucita  ci sono due discariche e un impianto. Le discariche sono strapiene, la prima è sequestrata per disastro plurimo, comunque esaurita e non utilizzabile; la seconda è già in fase avanzata, chiusa e messa in sicurezza. C’è poi un vecchio impianto di selezione che, comunque vadano le cose, continuerà ad esserci.  Noi, come comitato, saremmo ben lieti se tutto questo potesse sparire dal nostro territorio, ma essendo improbabile, sarebbe opportuno trasformarlo in un’opportunità (anche lavorativa) attraverso un impianto di selezione moderno e sostenibile, che possa valorizzare una buona raccolta differenziata.

Oggi,  per l’ennesima volta, ci troviamo a dover chiarire la nostra posizione che, con riferimento alle discariche, è inamovibile in quanto reca solo danni ai cittadini. Se i rifiuti vengono messi sottoterra tal quale (o quasi)  si fanno danni sotto diversi aspetti: in termini monetari quando arriva la bolletta; quando l’Ue per il mancato rispetto delle normativa in materia ci commina delle multe salate; in relazione ai costi per la bonifica di una discarica. Inoltre il prezzo più alto lo paghiamo con la spesa per la sanità, non solo quando ci ammaliamo ma anche quando siamo drammaticamente costretti a fare i cd. “viaggi della speranza” per curarci.

Insomma, a pagarne le spese sono sempre i cittadini.

Ribadiamo che serve una strategia regionale di gestione dei rifiuti che fornisca una visione nel medio-lungo periodo migliorando le attuali performance.

Bucita ha già dato tanto e, in merito, pochi giorni fa il sindaco della città di Corigliano Rossano ha dichiarato che:   “In tutto questo, Corigliano Rossano, ospita già, da molti anni, l’unico impianto pubblico della Provincia di Cosenza ed ha dato al ciclo dei rifiuti Calabrese chilometri quadrati di territorio adibito a discarica, che ora sono oggetto di caratterizzazione e prossima bonifica, senza alcuna altra possibilità, con o senza commissariamenti”.

Ci auguriamo che tutto l’interesse verso Bucita dimostrato da parte di tanti cittadini in questi giorni, non sia stato solo un fuoco di paglia e che continui fino a quando alla nostra terra non verrà dato il rispetto che merita, per il quale, da anni, lottiamo insieme a tanti onesti cittadini».

Comitato in difesa di Bucita e del Territorio


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