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Cisl Cosenza: “Per l’Ospedale della Sibaritide servono certezze. Occorre monitorare la procedura di cessione Tecnis”

Di seguito la nota stampa del segretario generale Cisl Cosenza, Giuseppe Lavia. “Le vicende relative alla realizzazione dell’Ospedale della Sibaritide continuano a preoccuparci.  Ad oggi ogni ipotesi di date per la conclusione dei lavori è puro atto di fede, perché manca ogni tipo di certezza.In questi oltre dieci anni, trascorsi dall’avvio delle procedure per la costruzione del nuovo Ospedale, sin dal O.P.C.M del 31-12-2007, abbiamo imparato che gli inconvenienti sono sempre stati una costante. Nonostante la disponibilità dei fondi per un’opera fondamentale per garantire l’offerta sanitaria territoriale.Ancora oggi resta irrisolto il nodo relativo alla TECNIS, la società che si è aggiudicata i lavori di costruzione, travolta prima da un’inchiesta giudiziaria, in scadenza a Gennaio, ma per cui è stata richiesta la proroga. Così come emerso nella riunione svoltasi all’unità di crisi del MISE il 13 dicembre 2018, e così come comunicato dall’amministratore giudiziario dott. Ruperto, è in ancora in corso la procedura di cessione, che al momento vede in gioco due offerte vincolanti di imprese che acquisirebbero le commesse in pancia alla Tecnis, che valgono di soli lavori residui 570 milioni. Delle due offerte, una, quella della Pessina Costruzioni SPA, prevede l’acquisizione dell’intero complesso aziendale. L’altra, solo la cessione di rami d’azienda, lasciando fuori alcune commesse, non sappiamo quali, che verrebbero cedute solo successivamente”. Per il Segretario Generale della CISL provinciale, Giuseppe Lavia-  “In questo momento è essenziale che la procedura di cessione della TECNIS si concluda nel più breve tempo possibile per fare chiarezza definitivamente sull’aggiudicazione. Ai parlamentari eletti in questo territorio, prosegue Lavia – “ Chiediamo di monitorare al MISE le procedure di cessione, per avere certezza che la realizzazione del nuovo Ospedale della Sibaritide rientri fra i contratti acquisiti dalla nuova società. Senza che ci siano ulteriori sorprese. Non serve un ottimismo senza fondamento. Così come non serve l’enfasi con la quale si è data comunicazione dell’ultimazione dei lavori del primo stralcio, pulizia area, un po’ di scavi, di movimentazione terra e recinzione del cantiere” -. “Dopo 10 anni, per responsabilità diffuse, per ritardi burocrati e vicende giudiziarie – conclude Lavia – al posto di due Ospedali, quello di Corigliano e quello di Rossano, che in qualche modo funzionavano, oggi abbiamo un bel po’ di ghiaia e soprattutto due strutture ospedaliere svuotate di servizi. Al nuovo Commissario alla Sanità e al Presidente della Regione il compito di garantire sul territorio i livelli LEA oggi disattesi, ripristinando servizi e prestazioni,  in attesa che il vero cantiere possa prima di concludersi partire per davvero”.

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