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Cimitero di Rossano, Marco Graziano contro Stasi: «Con la morte non si scherza»

La questione riguardante il Cimitero di Rossano ormai al collasso anima la dialettica politica. Oggi è il turno di Marco Graziano

Sono passati 16 mesi dall’inizio dell’azione amministrativa di Flavio Stasi e, secondo Marco Graziano dell’UDC di Corigliano Rossano, si è arrivato al punto più alto di indecenza. Motivo? la questione riguardante il sovraffollamento del cimitero comunale dell’area di Rossano.

«La Giunta – dichiara l’avvocato rossanese – è riuscita anche a far rabbrividire i morti, e non è certo un modo di dire. Infatti nel silenzio dei più e nella distrazione estiva della breve tregua Covid, il “solerte” Sindaco, invece di adoperarsi fattivamente per il bene della città onde procedere alla risoluzione dei tanti e gravi problemi che la attanagliano, ha ben pensato unitamente al suo vecchio “amico” ora non più “amico” dirigente dei Servizi Cimiteriali di sfornare una bella Ordinanza contingibile ed urgente, precipuamente la n. 120 del 21 luglio 2020 che di fatto, ridisegna in toto il famoso Editto di Saint Cloud del 1804 di napoleonica memoria con il quale, sostanzialmente, l’illuminato Imperatore poneva una regolamentazione alle sepolture a mezzo delle norme operative che, anche dal punto di vista sanitario, rappresentò una rivoluzione per l’epoca».

Graziano passa ad una rassegna storica in cui rammenta che tale decisione venne presa da Napoleone al fine di garantire la salute dei sudditi e pensò di dare degne sepolture ai morti in apposite aree pubbliche poste fuori le mura delle città chiamati, per l’appunto, Cimiteri o Campo Santi.

«Stasi, invece, in barba anche alle più elementari norme di igiene e sanità pubblica, oltre che di buon senso e morale ha inteso ritrattare i termini di concessione dei loculi cimiteriali un tempo della durata di 99 anni, restringendone invece con decorrenza addirittura postuma, la loro durata a soli 20 anni. Quello che più lascia sconcertati, sono le ragioni per le quali si è giunto a tale barbaria, rinvenibili, a dire dei latori dell’atto osceno in parola, nella necessità di reperire nuovi spazi nel cimitero dell’area rossanese ormai al collasso. Tuttavia, il “solerte” forse troppo preso dalla smania di apparire, in questo caso non si avvede che il rimedio è peggiore del male, ciò in quanto il problema della tenuta degli spazi nel cimitero non lo si risolve sfrattando i nostri cari dalle tombe, procurando in tal modo anche un allarme sanitario oltre che un grave nocumento economico alle famiglie dei defunti».

L’esponente dell’UDC cittadino ricorda il grido d’allarme più volte sollevato sulle condizioni del campo santo dell’area urbana di Rossano e che «molte fossero state le valide proposte avanzate, anche da competenti addetti ai lavori, ultima e non per ultimo, l’individuazione di una nuova area, l’acquisto di loculi temporanei ove collocare appunto temporaneamente i defunti. Nulla di tutto questo, il Sindaco ha pensato di tirare dritto per la sua strada, in quella rivoluzione invisibile».

Infine la denuncia: «I nostri concittadini finiranno per apprendere, tramite un bigliettino appiccicato alla tomba del proprio caro, che è stato emesso, da parte del Sindaco un ordine di sfratto per il morto con la conseguenza che il povero familiare, già provato dalla mesta ricorrenza, dovrà raccoglierne le spoglie mortali a sue spese, provvedere alla esumazione e successiva tumulazione dei resti in apposite cassette da porsi a sua volta, in appositi mini loculi, il tutto alla modica cifra di 500 euro, con obbligo, pare, di farsi assistere, in queste odiose operazioni, non da una qualsiasi Agenzia Funebre a scelta del cittadino ma, solamente, da un’unica azienda a ciò autorizzata dal Comune».


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