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Chiesa, Bassetti ai calabresi: «Non abbiate paura»

LAMEZIA TERME Lo sprone ai calabresi a «non aver paura e a non perdere la speranza, soprattutto, come dice Papa Francesco, a non farsi rubare la da nessuno» diventando «protagonisti” del proprio destino. Il richiamo al governo a «preoccuparsi» di mettere in campo «processi che possono sfociare in lavoro stabile e per tutti». La sollecitazione ai cattolici a interessarsi «della cosa pubblica, parteciparvi, di esporre progetti ed eventualmente presentare critiche» ma anche a «essere vicini con il consiglio e con il sostegno amicale a quanti si caricano sulle spalle il peso del governo». Sono queste le tracce più significative che il presidente della conferenza episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti, lascia al fondo della sua intensa giornata a Lamezia Terme, culminata con una sentita prolusione piena di citazioni – da Bergoglio a Giorgio la Pira – nella Cattedrale nell’ambito del Festiva della Dottrina sociale della Chiesa.

LA SCUOLA DI FORMAZIONE Il primo step del presidente dei vescovi italiani, accolto dal vescovo di Lamezia Terme Luigi Antonio Cantafora, è alla fondazione San Tarcisio, dove Bassetti inaugura una scuola di formazione per operai e imprese che sarà realizzata in collaborazione con il consorzio Elis di Roma. «L’80% dei ragazzi che frequentano le scuole professionali – dice  il presidente della Cei – hanno una possibilità di un impiego. Oggi il problema è che ogni mestiere è diventato professionale e quindi esige e richiede una grossa preparazione, e le nostre scuole in generale non hanno tanto questa attitudine. Quindi, non solo non c’è lavoro ma mancano anche le persone addestrate al lavoro. Allora è una benedizione il fatto che nelle Diocesi e nelle congregazioni religiose si costituiscano queste scuole, che sono un segno e quasi una profezia».

LAVORO PROBLEMA DEI PROBLEMI È il lavoro il “mantra” del suo discorso: «Bisogna mettere tutta la fantasia perché si possa incentivare il lavoro, dalle piccole cose alle più grandi. Tutti – rimarca il presidente della Cei – hanno diritto al lavoro, non solo al lavoro provvisorio, perché il lavoro provvisorio crea angosce e il ragazzo non può pensare al proprio futuro. Ecco, occorre incentivare il più possibile, mettere in moto processi che possono sfociare in un lavoro stabile, per tutti». Non manca un messaggio “politico” indirizzato al governo: «Apprezziamo – aggiunge il cardinale Bassetti – tutto quello che di positivo si fa per aiutare le famiglie, perché sia incentivato il lavoro. Le politiche si stanno orientando in questo senso, ma bisognerà che si orientino ancora maggiormente perché questo del lavoro è il problema dei problemi. Il lavoro non è qualcosa di accessorio nella vita: La Pira diceva che il lavoro è pane e senza pane non vivi. Allora, si può fare l’equazione diretta: il lavoro è pane. Chi governa deve preoccuparsi di questo pane quotidiano, che il buon Dio offre per tutti».

(Fonte Corriere della Calabria)

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