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Cgil: i sindaci di Corigliano e Rossano sperperano le risorse della nascente città

cgilVincenzo Casciaro, segretario Generale FP CGIL Comprensorio Pollino-Sibaritide-Tirreno, lancia un appello alle amministrazioni di Corigliano e Rossano affinché non condizionino la pianta organica con operazioni dell’ultim’ora. Andando a incidere negativamente sul percorso di fusione delle due città. “In particolare – si legge nella nota – l’A. C. di Rossano è formalmente diffidata a sospendere ogni atto relativo al concorso per un nuovo Dirigente; intanto perché oggi il Sindaco di Rossano andrebbe a impegnare risorse di cui in pratica non ha più la disponibilità, considerato che fra un mese sarà decaduto da Sindaco. E poi anche perché, ad oggi, Rossano dispone di 3 Dirigenti; di cui uno di fatto depotenziato dallo stesso Sindaco e sottoutilizzato, e un altro avente un rapporto di lavoro part time.

Prima di impegnare altre risorse di competenza della nuova Città Corigliano-Rossano, Mascaro dovrebbe riflettere su come utilizzare al meglio ed eventualmente implementare i Dirigenti di cui già dispone. E che oggi sono mortificati nelle professionalità e nel reddito. Fermo restando che la FP CGIL si opporrà ad ogni tentativo di creare spesa aggiuntiva per costruire posizioni di vertice, è necessario invece che le due A.C. predispongano una proposta armonica di stabilizzazione del Personale precario. Ricordando che tra le due attuali Città ci sono circa 150 unità (solo a Rossano sono 145) assunte con contratti a tempo determinato; con alle spalle oltre 20 anni di precariato e per i quali è necessario sin da subito creare le condizioni per la loro stabilizzazione.

CGIL: VANNO SUPERATI I RAPPORTI DI LAVORO 

E, inoltre, si vuole anche ricordare che vi sono alcune decine di unità lavorative, fra le due Città, che da anni svolgono mansioni di gran lunga superiori al loro inquadramento contrattuale, per i quali è necessario provvedere all’adeguamento: troppe volte, infatti, le due Città si sono avvantaggiate di professionalità alle quali non viene riconosciuto il giusto inquadramento economico e giuridico. Anche in questo caso, la FP CGIL ergerà un muro. Affinché si armonizzino i contratti di lavoro nel contesto del fabbisogno del Personale; che dovrà essere dimensionato per la nuova Città di 80.000 abitanti.

Vanno superati, infine, i tanti rapporti di lavoro part time tuttora presenti, dei quali sembra che ci si preoccupi poco. Infine, ma non per ultimo, da qualche giorno è stato rinnovato il CCNL per gli Enti Locali; la FP CGIL, che più di tutti ha sostenuto questa svolta epocale, arrivata dopo un decennio di blocco contrattuale, ha voluto includere nel nuovo CCNL, un diverso sistema di regole; fondate su un maggiore coinvolgimento del Sindacato dei Lavoratori, e su un confronto più partecipato sui temi dell’organizzazione del lavoro. Anche per questo, chiediamo alle due A.C., ormai in scadenza, di non attuare modifiche ai vertici delle burocrazie comunali. Per non inficiare percorsi che dovranno essere integralmente costruiti con il recepimento del nuovo CCNL.

ESTENDEREMO LE NOSTRE PREOCCUPAZIONI AL PREFETTO

Oggi i due Sindaci, se davvero vogliono agevolare la fusione, che ormai è processo ineluttabile, devono solo costruire proposte unitarie e armonizzate, funzionali alla nuova Città; e poi sottoporre tali proposte al Commissario che sta per insediarsi.

La FP CGIL, però, non attenderà gli eventi. Se i due Comuni tenteranno operazioni che soddisfano solo bisogni individuali e non utili a creare percorsi virtuosi per la nuova Città, saremo pronti alla mobilitazione generale di tutto il Personale dipendente. Ma, se si dovesse insistere nel proseguire il percorso per la nomina di un dirigente, per il quale il Comune di Rossano ha già impegnato 800 euro destinati alla Commissione di valutazione curricolare, non perderemo tempo nel produrre un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, per sperpero di denaro pubblico e per eventuale illegittimità degli atti. Nel frattempo, già da subito estenderemo queste nostre preoccupazioni al Prefetto, e gli Organi Giudiziari competenti”.

 

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