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Cgil Pollino-Sibaritide-Tirreno: si a “Città di Sibari”

Il segretario generale della Cgil Pollino-Sibaritide-Tirreno, Giuseppe Guido, interviene sulla discussione in atto riguardante il processo di Fusione tra Corigliano e Rossano e l’idea lanciata dal Sindaco di Cassano Jonio, Papasso, di “aprire” alla “Città di Sibari”. Diverse le polemiche su questo fronte. Ma leggiamo cosa dice Guido.

SI GUARDI AL PROGETTO CITTA’ DI SIBARI

“I tanti problemi, le tante criticità, ma anche le diverse opportunità di cui soffre e che offre il territorio della Sibaritide – scrive il segretario della Camera del Lavoro – meritano una quanto più ampia condivisione possibile al fine di costruire una strategia comune per l’elaborazione di una proposta di rilancio di un modello produttivo, sociale ed economico con al centro i bisogni e gli interessi della cittadinanza ed il lavoro. Apprezziamo, perciò, la volontà manifestata in questi ultimi giorni da alcuni rappresentanti istituzionali di porre in essere, finalmente, un ragionamento di “Area Vasta”, che guardi alla “Città di Sibari”, perché riteniamo, partendo dai processi di fusione istituzionale tra le Città di Rossano e Corigliano Calabro già in essere, che sia proprio un approccio inclusivo di tutti il metodo per uscire dall’isolamento, anche istituzionale, che da troppo tempo caratterizza il territorio. Isolarsi dentro la costruzione di un nuovo soggetto istituzionale, che pur si candida alla guida della rappresentanza territoriale, sarebbe un errore in cui non si può incorrere se a cuore si ha il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità amministrate.

NO A INTERESSI CAMPANILISTICI

“Serve – prosegue Guido -, per come sosteniamo da tempo, una conferenza territoriale in cui far emergere le idee più innovative, con tutte le forze sociali, le istituzioni locali ed anche la Regione perché solo dal confronto collettivo, scevro da interessi campanilistici ed in grado di guardare anche alla spesa dei fondi comunitari, si potrà trovare soluzione, anche ipotizzando accorpamenti istituzionali più ampi, a problemi quali: la negazione del diritto alla salute, il riordino della rete ospedaliera, l’avvio dei cantieri sulla SS 106. Fronte comune necessario anche per rilanciare una proposta di sviluppo e rilancio territoriale che parta dalla valorizzazione del sito archeologico di Sibari in collegamento con il Codex di Rossano, il Castello ducale di Corigliano Calabro e le tante altre bellezze della Sibaritide. Un’opera di ricostruzione di una identità territoriale che rappresenti il volano per rivendicare corrette politiche di investimento sul porto, le aeree industriali, la ferrovia, il distretto agroalimentare e che abbia la capacità di guardare e dialogare con l’area del Pollino. Se il territorio avrà la capacità di allargare i propri orizzonti, il futuro potrebbe essere diverso e più interessante”.

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