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Cgil, Casciaro: assurdo comportamento Comune Corigliano su nuove dirigenze

“Ci lascia fortemente sgomenti e preoccupati che il Comune di Corigliano abbia proceduto a una rideterminazione triennale del fabbisogno del Personale, in perfetta incoerenza con quanto dichiarato in sede prefettizia lo scorso 14 marzo 2018”. Lo afferma il segretario generale FP Cgil Comprensoeriale Vincenzo Casciaro, a proposito della recente delibera del Comune di Corigliano per assumere tre dirigenti nel triennio 2018-2020. “Assistiamo, purtroppo – continua Casciaro – al teatrino dell’assurdo: due Amministrazioni, Corigliano e Rossano, ormai arrivate al capolinea in conseguenza della imminente fusione dei due Comuni, decidono autonomamente di fare il contrario di ciò che il buonsenso, la responsabilità politica e anche la legge regionale 2/2018, consigliano di fare. E così, se da una parte l’Amministrazione Mascaro decide di assumere un Dirigente, dall’altra Geraci fa peggio, decidendo di programmare un fabbisogno per gli anni 2018/2020, che addirittura istituisce tre nuovi Dirigenti per la città ausonica (nel frattempo estinta)”.  Anche se Rossano l’assunzione del dirigente l’aveva prevista nella programmazione 2017-2019 e, comunque, anche il Prefetto di Cosenza, quando dinanzi a lui si sono presentati i rappresentanti dei due Comuni e la stessa Cgil, ha dichiarato quel procedimento del tutto legittimo.

“COMUNI DEVONO DEFINIRE ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA PROVVISORIA”

Ci chiediamo dove sia finito il senso delle Istituzioni, che le due Amministrazioni avrebbero dovuto mostrare e mettere in campo. Forse non è chiaro a tutti, ma il 31 marzo prossimo, ossia fra soli 10 giorni, è istituita per legge una nuova Città, ossia la terza della Calabria, che apre scenari del tutto nuovi. La legge regionale ha posto degli obblighi alle A.C. uscenti; in particolare, all’art. 4 è stabilito che “entro il 30 marzo 2018 i sindaci dei comuni oggetto della fusione, d’intesa tra loro, definiscono l’organizzazione amministrativa provvisoria del comune di nuova istituzione e il relativo impiego del personale ad esso trasferito”. Ciò che ha chiesto la FP CGIL in queste settimane, in realtà è la logica conseguenza di ciò che la legge regionale ha chiesto ai due Sindaci: predisporre una organizzazione del Personale oggi in forza ai due Enti, per creare una struttura armonizzata, in grado cioè di affrontare le sfide dell’immediato futuro, con il minor disagio possibile per i Cittadini. Abbiamo altresì chiesto ai due Sindaci, di predisporre una organizzazione del Personale, che tenesse conto delle tante situazioni precarie e contrattualmente inadeguate, in modo da risolverle nell’interesse dei Lavoratori e della nuova nascente Città. In altri termini, abbiamo chiesto ai due Sindaci, di predisporre un’organizzazione, che prevedesse la stabilizzazione dei circa 150 Lavoratori contrattualizzati (ex-LSU/LPU), il corretto inquadramento professionale per circa 50 Lavoratori sottoinquadrati, l’incremento orario fino al raggiungimento del tempo pieno per i Lavoratori part time.

“DIFFIDIAMO AMMINISTRAZIONI A NON METTERE IN ATTO PROGRAMMAZIONI”

Sarebbe stato un segnale di civiltà politica e istituzionale, nei confronti di una nascente Città che ha bisogno di professionalità, esperienza, omogeneità di comportamenti. E invece, nulla di tutto questo: ancora oggi, a una manciata di giorni dalla loro decadenza, le due Amministrazioni rincorrono obiettivi, che vanno in direzione opposta agli interessi della nuova Città, come se i loro mandati dovessero durare ancora decenni. La FP CGIL, a questo punto, si farà carico di richiedere al Commissario Straordinario, che a breve si insedierà, di fare ciò che le due A. C. non hanno voluto o saputo fare, organizzando su base stabile, strategica ed omogenea l’intera forza lavoro, con trasparenza e lealtà nei confronti dei Cittadini e dei Dipendenti Comunali. Perché noi siamo sempre convinti che non si costruiscono i palazzi partendo dai tetti, ma creando solide fondamenta. Continuiamo però a diffidare le due A.C. a non mettere in atto nessuna delle “programmazioni” così pensate, perché irrispettose delle aspettative dei Lavoratori, distanti dai bisogni della Collettività e lontane dalle prescrizioni di legge.

FONTE COMUNICATO

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