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Centro Covid, al “Giannettasio” è arrivata la nuova tac: già installata e pronta all’uso – LE FOTO

La strumentazione è stata sistemata al primo piano. Una volta passato il periodo di emergenza potenzierà i servizi dello Spoke

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Potrà piacere o no il centro Covid al “Giannettasio”, sicuramente porterà il potenziamento di alcuni importanti servizi ospedalieri che rimarranno anche una volta passata l’emergenza coronavirus. Sicuramente ci sarà il potenziamento dei posti letto (almeno una quarantina) che nell’economia sanitaria del nostro ospedale sono una benedizione, porterà all’attivazione di una nuova unità operativa (quella di Pneumologia) e, non da ultimo, una nuova Tac ed il potenziamento, seppur minimo, di personale sanitario.

I lavori di installazione del nuovo scanner sono stati ultimati due giorni fa e ora la tomografia assiale computerizzata dovrà passare il vaglio del test (probabile nei primi giorni della settimana) prima di essere messa completamente in funzione a servizio dei pazienti che rientreranno nel circuito covid.

La speranza è che sia il centro covid, con i suoi due reparti, che la stessa tac dedicata non debbano essere mai utilizzati ma in qualunque caso sono pronte e gli addetti ai lavori tranquillizzano sugli standard di sicurezza. Per l’accesso alla Tac, ad esempio, è stato creato un percorso dedicato che non interferisce con il resto degli altri spazi ospedalieri.

A completare il quadro di un piano di emergenza, voluto strenuamente dal sindaco Stasi, manca all’appello solo il laboratorio covid. Ma anche su questo il primo cittadino nelle ultime ore sta cercando la stretta finale con Asp di Cosenza e Regione affinché il centro per il processamento dei tamponi possa essere presto attivato nel nostro spoke. Una mossa sicuramente rischiosa che, nel caso di una seconda ondata della pandemia potrebbe allarmare il presidio spoke di Corigliano-Rossano, ma senza dubbio astuta e di prospettiva. Perché al netto del coronavirus, una volta finita l’emergenza, tutta questa nuova strumentazione rimarrà in forza ai nostri due ospedali. O almeno si spera.

mar.lef.


 

 

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