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Centri storici: Cosenza nel piano di recupero, Corigliano e Rossano a secco

Il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini

di SERAFINO CARUSO

In politica, come nella vita, contano le competenze. Ma, soprattutto, le conoscenze… politiche. Prova ne è la visita di lunedì pomeriggio a Cosenza del Ministro dei beni culturali Dario Franceschini. Occasione in cui ha presentato il suo libro “Disadorna e altre storie”. Fine scrittore, oltre che acuto politico di estrazione democristiana, l’emiliano Franceschini è stato accompagnato dagli amici Laratta, Bevacqua e Iacucci in un mini-tour per il bel centro storico di Cosenza. Corso Telesio, Piazza XV Marzo, Teatro Rendano: un bel pezzo di storia di Cosenza. Che non è passato inosservato agli occhi dell’attento Franceschini. “Includerò Cosenza tra le città del progetto pilota rivolto al recupero dei centri storici e finanziato dall’Unione Europea”, ha promesso il Ministro ai presenti e ai suoi amici al Rendano, dove c’era anche, tra gli altri, in prima fila Giuseppe Graziano. Che dire: ottima cosa per Cosenza. Che, in effetti, lo merita. Ma questo è il classico caso in cui le conoscenze politiche contano più di ogni altra cosa. Perché se Cosenza potrà usufruire dei fondi di questo progetto è grazie alla rete politica che le gira intorno. La domanda che ci poniamo è: ma Corigliano e Rossano, che si accingono a diventare la terza città della Calabria, non potrebbero ambire a tanto, se non di più? I loro centri storici non sono belli forse quanto quello di Cosenza?

SERVE UNO SCATTO D’ORGOGLIO, UN LEADER E UNA RETE POLITICA ADEGUATA

Con il referendum non si è fatta ancora la fusione: Corigliano e Rossano hanno dato l’impulso, stanno lavorando per diventare una grande unica città. Ma la strada da fare è ancora tanta. L’esempio del centro storico di Cosenza e della promessa di Franceschini deve far riflettere su questo. Perché Franceschini non è capitato a Cosenza per caso. E non è un politico qualunque. No: Franceschini da un bel po’ di tempo è il Ministro dei beni culturali. A Rossano abbiamo avuto le visite di Sgarbi, altro grande conoscitore e studioso delle bellezze artistiche e culturali, ma serve altro. Dobbiamo mostrarle, le nostre bellezze! Devono poterli ammirare, i nostri bellissimi centri storici! Occorre innanzitutto che la popolazione prenda coscienza (sul serio!) di cosa si abbiamo. Ovvero un patrimonio storico-artistico-culturale di straordinario livello. Ma occorre che lo faccia, soprattutto, la classe politica e dirigenziale attuale e futura. Senza più guardare al passato e piagnistei sterili oltre che dannosi. Poi servirebbe un leader politico che sappia prendere questa futura città così come fa una madre con un neonato e la aiuti a rialzarsi, per un vero rinascimento culturale, economico e di valori. Ma serve una personalità politica di altissimo livello morale. E infine, ma non per importanza, serve costruire una rete di rapporti politici con le stanze decisionali regionali e romane. Lì dove tutto si decide. E, perché no, invitare anche giornalisti specializzati di tutta Italia, d’Europa e del mondo per poter fare vedere loro cosa abbiamo qui. Allora sì che potremmo parlare di infrastrutture, sviluppo, occupazione, turismo, benessere e qualità della vita nella futura città di Corigliano-Rossano.

il centro storico di Corigliano

il centro storico di Rossano

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