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Cento sindaci italiani scrivono a Conte: «Più soldi per i comuni fusi»

Tra i firmatari c’è anche Corigliano-Rossano. Barbieri (Fccn): «Investire più soldi ora per avere meno spese domani»

Cancellare o aumentare sensibilmente il tetto di due milioni di euro; Aumentare i contributi a sostegno della fusione; Introdurre premialità per i comuni fusi nella valutazione di bandi statali ed europei; Prevedere l’anticipo di una parte delle risorse previste per i comuni neo-fusi. Sono questi i quattro punti chiave di una missiva che cento sindaci italiani hanno sottoscritto lanciando un appello al Primo Ministro, Giuseppe Conte per incentivare le fusioni tra i comuni.

Tra i sindaci sottoscrittori ci sono anche quelli di città capoluogo come Firenze, Pescara, Parma e Lecco; mentre tra i grandi comuni nati per fusione ci sono intesta le firme di Flavio Stasi, primo cittadino di Corigliano-Rossano, e di Daniele Ruscigno, sindaco di Valsamoggia.

L’iniziativa, condivisa dai sindaci delle cento città, parte da una proposta del coordinamento nazionale per le Fusioni tra Comuni (Fccn).


«Chiediamo a Conte di implementare i contributi incentivanti per le fusioni tra comuni previsti nella legge Del Rio» dichiara Antonello Barbieri, presidente  del comitato per le fusioni,  in una nota.  «Questo – aggiunge – determinerebbe una decisa  accelerazione delle fusioni nel Paese  e quindi meno spese per lo Stato e più servizi per i cittadini».  Barbieri infine,  sottolinea   come «la razionalizzazione del governo dei territori sia in perfetta sintonia con gli obiettivi che ispirano i principi dell’imponente piano di sostegno alla nostra economia messo in campo dall’Europa, il cosiddetto Next Generation E.U. E quindi non aiuti a pioggia ma riforme strutturali in grado di semplificare e rendere più efficienti le strutture di governo e la burocrazia».

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