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C’è tempo per tutto: questo (purtroppo o per fortuna) per Stasi è il tempo di governare

Una città sente come non mai la lontananza dell’Amministrazione comunale. Servono subito i Municipi se si vuole evitare il declino

C’è un tempo per tutto: per protestare, per gioire delle vittorie e per governare. I primi due tempi per Corigliano-Rossano e per chi oggi è chiamato a tenere le redini della terza città della Calabria  si sono consumati. Oggi invece è il tempo di dare risposte, di dare una rotta e una direzione a questa grande realtà urbana. Non fosse altro per il rispetto che si deve quantomeno alla maggioranza dei cittadini che nelle urne del 26 maggio e del 10 giugno 2019 hanno votato per il cambiamento e per una rivoluzione culturale ancor prima che politica.

Al netto dei proclami, al netto di tutte delle attenuanti che si possono e devono dare ad un’Amministrazione comunale giovane (forse anche con poca o senza alcuna esperienza), al netto di tutte le giustificazioni del caso la verità è una, una soltanto: Corigliano-Rossano appare una città “indietro”. Pulizia, manutenzione, investimenti pubblici. Sicuramente ci sono tanti progetti, tante buone intenzioni ma nel pratico si legge ancora pochissimo di quella che dovrebbe essere la vera terza città della Calabria. E questo accade perché, probabilmente, non è stato dato un tempo alle priorità. Si organizzano simposi, incontri e dibattiti e nel frattempo si lasciano le contrade a ballare con i topi, avvolti dall’erba e nel degrado totale. A proposito, un inciso doveroso: abbiamo letto sui social alcuni commenti sotto le nostre inchieste/denunce che raccontano dello stato in cui versano i due centri urbani, i centri storici e le contrade e siamo d’accordo sul fatto che esiste, purtroppo, un alto grado di inciviltà. Ma questo non giustifica nulla. Anzi. Perché quando si acutizza l’inciviltà è lì che devono intervenire le istituzioni per monitorare, educare ed eventualmente sanzionare chi si rende artefice di alcuni reati, soprattutto nei confronti dell’ambiente. Avevamo salutato con piacere l’introduzione delle fototrappole per “pizzicare” gli zozzoni che abbandonano i rifiuti. Hanno funzionato le fototrappole oppure sono state un’operazione spot utile solo per un momento di propaganda?

Dicevamo delle contrade abbandonate e che oggi protestano: l’altro ieri è toccato a Cantinella ma a giorni (così come annunciato) potrebbe essere la volta di Piragineti e molto presto toccherà a Schiavonea, il grande e storico borgo marinaro di Corigliano-Rossano è in subbuglio non solo per il fattaccio dell’acqua ma anche per i tantissimi disagi che si registrano nel complesso urbano. E tutto questo accade perché il comune è sempre più distante. Se già il comune era distante quando c’erano i due comuni figuriamoci ora. Perché allora non si costituiscono subito i municipi? Perché non si creano subito le condizioni per consentire ai cittadini di avere  la percezione di un’Amministrazione vicina alla gente?

Il tempo dei palchi elettorali, quando si diceva che le buche sulle strade non dovevano essere un problema di una città normale e così anche per la mancanza d’acqua, quel tempo è finito: ora bisogna dimostrare di avere capacità di agire. Del resto Corigliano-Rossano è uno dei pochi comuni che sicuramente non ha problemi di cassa come altri (23 milioni di euro trasferiti in soli sei mesi dall’inizio dell’anno non sono pochi). Questo è il tempo per governare.


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