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Cataldo Russo: In campo a gamba tesa

cataldo-russoStiano sereni coloro che giudicano negativamente l’impegno politico del sottoscritto, la mia esperienza da consigliere comunale non si ripeterà. In realtà è stata molto più che fallimentare, è stata per me devastante!
Non sono riuscito in nessun modo a far capire a coloro i quali hanno condiviso con me il SERVIZIO alla comunità che una Città migliore, più bella, e con cittadini più generosi ed altruisti, è  possibile.  Non resta, dunque, che fare un passo indietro e sostenere chi, a mio parere, può riuscire lì dove io e tanti altri abbiamo fallito.
Era il 1979 quando, appena ventenne, ereditai da mio padre, un uomo orgoglioso di venire dalla gavetta, il primo passaggio generazionale di una famiglia che aveva ormai definitivamente scelto la partita IVA al pubblico impiego. Un percorso lungo, con tantissime difficoltà, ma con altrettante soddisfazioni, tant’è che siamo giunti alla terza generazione “sani e salvi”.
In quegli anni frequentavo uno studente universitario, considerato anch’egli “figlio di papà” (aveva la A112) ma, posso testimoniare, si è mantenuto negli studi conseguendo, a Ferrara, la laurea in giurisprudenza con il proprio lavoro; uno “studente lavoratore” come direbbero alcuni. Un figlio d’arte che con le sue capacità e una vera e propria vocazione, con le sue forze, è riuscito a diventare, nel suo settore, tra i più importanti imprenditori della Calabria. Oggi questo signore, che non si stanca mai di ripetere “devo tutto ai coriglianesi”, vuole mettersi a disposizione della collettività e, nonostante i consigli del sottoscritto (“ma chi te lo fa fare!”) è ormai sceso in campo “a gamba tesa” e, ne sono certo, diventerà il sindaco di questa Città.
In passato ho spesso criticato il suo linguaggio, forse troppo giustizialista, ma, considerato il degrado morale in cui oggi ci troviamo, devo riconoscere che, prima di altri, aveva capito che andavamo verso una deriva irreparabile. Io non so ancora se resterò “alla finestra” o farò altro, la passione mi divora le budella. Certo è che, ad oggi, non intravedo nessun altro che abbia il coraggio, le capacità e la determinazione del mio amico con la “A112” per governare bene e sollevare le sorti della nostra Città.

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