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Cataldo Russo interviene sul Consorzio di bonifica

cataldo russo“Credo che il Consorzio di bonifica dello Jonio Cosentino debba essere seriamente attenzionato dalla Regione e dalle Associazioni degli agricoltori”. Lo afferma Cataldo Russo, ex consigliere comunale di Corigliano, attraverso una nota stampa. “Qualche tempo fa, leggendo un articolo su un organo di stampa locale, a proposito di un personaggio definito “il ras dell’Alto Jonio”, rimasi basito e incredulo. Naturalmente non mi fu difficile individuare il “personaggio”. E, alla luce di quanto sta accadendo ad Amendolara, relativamente al settore idrico gestito dal Consorzio di Bonifica di Trebisacce, mi debbo ricredere. Un esposto, presentato da un giovane imprenditore agricolo direttamente alla Procura di Castrovillari, ci induce a pensare che, in effetti, il “personaggio” approfitti della sua carica anche per fare gli interessi suoi e/o dei suoi parenti.

E, nonostante di tale nepotismo siano stati informati soggetti che ricoprono ruoli istituzionali nel mondo politico e associativo, TUTTO TACE! Capisco bene che ci sono “equilibri” da mantenere. Ma ritengo che a questo punto sia necessario che intervenga il Presidente della Regione, Mario Oliverio; non tanto per la singola vicenda, ma per tutta la gestione del Consorzio dello Jonio Cosentino.

CATALDO RUSSO: IL RISCHIO DEL FALLIMENTO DEL COMPARTO IRRIGUO E’ DAVVERO ELEVATO

Mi chiedo perché, nonostante la emissione di ruoli e cartelle di pagamento i dipendenti dell’Ente sono senza stipendi da mesi? Si può pensare ad un autogoverno dell’Ente, accumulare debiti e poi rivolgersi a Pantalone? Credo, invece, che il Consorzio dello Jonio Cosentino debba seriamente essere attenzionato dalla Regione e dalle Associazioni degli agricoltori. Il rischio di un ennesimo fallimento del comparto irriguo calabrese è davvero elevato. E, in periodi di carenza idrica, la questione diventa di primaria importanza.

Per concludere, in un territorio come il nostro dove si vive non solo di agricoltura, ma anche di turismo, un occhio lo punterei anche sui fossi di raccolta delle acque. Che molto spesso sono la causa dell’inquinamento marino.

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