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Castello Corigliano, a che titolo parla la White Castle?

di MATTEO LAURIA

castello-ducale-coriGestione del Castello Ducale. Una nuova nota a firma dei gestori dell’imponente fortezza tende a chiarire la posizione della cooperativa WHITE CASTLE. Di seguito i contenuti:
«Non riteniamo di aver montato alcuna polemica ad arte; al contrario, direttamente chiamati in causa su un aspetto che non ritenevamo rispondente al vero, ci siamo limitati a dimostrare, numeri alla mano, gli importanti risultati registrati nella gestione e promozione (pubblica e privata), curata in questi anni dalla nostra associazione, di questo importante e prezioso marcatore identitario di Corigliano, territoriale e regionale; pur facendo nostre le preoccupazioni precauzionali manifestate rispetto al, sempre possibile, teorico rischio di discriminazioni nella concessione ad un soggetto privato del Castello Ducale (così come di qualsiasi altro bene pubblico), riteniamo che quanto già previsto e prescritto nel capitolato comunale d’appalto per l’affidamento (predisposto all’epoca dai commissari straordinari antimafia), nei codici civile e penale e nel testo unico di pubblica sicurezza, possa essere pacificamente ritenuto garanzia più che sufficiente, sempre fino a prova del contrario, di correttezza e legalità; così come del resto avviene per molta parte del patrimonio artistico e architettonico italiano e così come tutti gli indicatori nazionali e internazionali confermano, l’apertura a soggetti privati, certamente giuridicamente riconosciuti, rappresenta il più efficace valore aggiunto e moltiplicatore nella fruizione turistica e culturale dei beni pubblici, rifunzionalizzati come prestigiose location di eventi diversi e mondani; escludere, pertanto, i privati dalla locazione della struttura ci pare suggerimento che, da una parte, riduce il potenziale di sostenibilità economica della nostra attività e di quanti collaborano con noi; e, dall’altra, risponde ad elitarie logiche del passato, andando in direzione contraria alla massima condivisione e promozione, senza per questo cedere automaticamente a volgarità o scadimento sociale, del patrimonio culturale collettivo dei territori».

La reazione della Cooperativa trae origine dalla nostra rubrica (“Borsino”) nella quale si poneva in discussione l’utilizzo e l’impiego del Castello, le cui regole non le stabilisce di certo una cooperativa che ha solo provvisoriamente l’appalto in concessione.
Stupisce pertanto l’intrusione dei componenti della Cooperativa in un argomento a costoro estraneo per competenza e funzioni, tra l’altro, esautorando di fatto l’organo deputato a intervenire. La cooperativa si è chiamata in causa da sola.
Nel borsino incriminato, nessun riferimento è stato fatto alla White Castle, se non dopo una replica della stessa.
La discussione, si ribadisce, verte sul rischio che il Castello possa essere dato in affidamento, anche per una sola serata, a soggetti ritenuti pericolosi.
Tutto qui.

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commenti

1 Commento

  1. Mariangela De Vita

    Il bene pubblico è NON rivale e NON escludibile. Ma in Calabria l’ambiguità ormai è parte integrante dell’identità – sopratutto in fatto di tutto ciò che è pubblico, dai beni alle relazioni-. Bisognerebbe ripartire dall’abc per intendersi. Ne vale la pena?

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