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Cassano, Papasso: Consiglio di Stato legittima nostra azione amministrativa

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Gianni Papasso

Il Consiglio di Stato “Boccia” Garofalo! Il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso di Luigi Garofalo avverso la sentenza del TAR Calabria che aveva approvato ed aveva ritenuto legittima la sua revoca da presidente del consiglio comunale di Cassano All’Ionio. La quinta sezione del Consiglio di Stato , con sentenza n. 1286 del 2 marzo 2018 ha respinto il ricorso contro il comune di Cassano All’Ionio per la riforma della sentenza breve del TAR Calabria – Catanzaro, sezione II, n. 2119 del 9 novembre 2016 con la quale il Tribunale amministrativo aveva respinto il suo ricorso contro la delibera del Consiglio Comunale di Cassano n. 31 del 19 settembre 2016, con la quale veniva revocato da presidente del consiglio comunale. Una sentenza che ha pienamente legittimato l’azione del sindaco Papasso e dei consiglieri di maggioranza e, nel contempo, ha bocciato chi, in quel momento, in consiglio assunse comportamenti ed atteggiamenti illegali e contro le norme amministrative.
Il sindaco Papasso ed i consiglieri di maggioranza, quindi, avevano fortemente ragione nell’azione amministrativa messa in atto.

SENTENZA TAR NON AVEVA RICONOSCIUTO VIZIO DI PROCEDIMENTO

Tra i motivi dell’appello presentato da Luigi Garofalo vi era anche il fatto che la sentenza del TAR non aveva riconosciuto il vizio di procedimento di convocazione della conferenza dei capigruppo e del consiglio comunale da parte del vice presidente del Consiglio e la censura della motivazione del provvedimento di revoca incentrato sulla salvaguardia dell’immagine esterna del comune. Su questo motivo il Consiglio di Stato ha ritenuto che siccome “l’iniziativa per la convocazione proveniva da soggetti legittimati ai sensi dell’art. 26 dello statuto comunale, ed in numero di nove su diciassette consiglieri, con la conseguenza che l’atto di convocazione, ove anche fosse stato adottato dal Presidente, non avrebbe avuto un contenuto diverso da quello emanato dal Vice presidente”.

PAPASSO: SENTENZA CHE FARA’ GIURISPRUDENZA

Inoltre, Il Consiglio di Stato ha sentenziato che tra i “motivi istituzionali” che legittimano la revoca del presidente del consiglio comunale non possa che essere ricompresa anche la salvaguardia dell’immagine esterna dell’amministrazione, pregiudicata dal fatto che l’impresa appartenente a congiunti del presidente del consiglio comunale è stata colpita da un’interdittiva antimafia e al contempo è stata destinataria dell’aggiudicazione di un appalto indetto dallo stesso Comune. Nell’attuale momento storico è arduo ritenere che un evento del genere sia indifferente sotto il profilo dell’opportunità istituzionale, cioè inidoneo a coinvolgere (si intende, momentaneamente, rebus sic stantibus) il Presidente del Consiglio comunale, pur non essendo questi interessato dall’interdittiva, e non risultando socio della società che ne è stata destinataria”. Il comune di Cassano All’ionio sia in sede di TAR Calabria che di Consiglio di Stato è stato difeso dall’avvocato Vittorio Cavalcanti.

Il Sindaco uscente di Cassano, Gianni Papasso, nell’esprimere viva soddisfazione ed esultanza per quanto sentenziato anche dal Consiglio di Stato ha vivamente ringraziato e si è complimentato con l’avvocato Vittorio Cavalcanti per aver assistito il Comune di Cassano con altissima, profonda, qualificatissima professionalità e con alto senso di responsabilità. E’ merito dell’avvocato Cavalcanti, ha dichiarato inoltre Papasso, l’ottenimento di questo straordinario risultato. Una sentenza che certamente farà giurisprudenza nel Paese.

fonte: comunicato di gianni papasso

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