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Cassano Jonio, al via la revisione di tutta la rete depurativa

Massima attenzione a garantire il perfetto funzionamento degli impianti in vista della stagione estiva

In prossimità dell’arrivo della bella stagione anche in comune ci si muove per predisporre una revisione e una corretta gestione di tutta la rete di depuratori comunali dislocati in contrade e frazioni. È per questo motivo che la giunta municipale, riunitasi sotto la presidenza del sindaco Gianni Papasso, ha proceduto all’approvazione di un atto di indirizzo destinato al responsabile dell’area tecnica dell’ente riguardante la corretta e oculata gestione degli impianti di depurazione presenti sul territorio comunale.

Per il primo cittadino e l’amministrazione comunale della Città di Cassano All’Ionio, è obiettivo di primaria importanza, quello di garantire il perfetto funzionamento dei depuratori e delle stazioni di sollevamento al fine di assicurare la massima tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. In prossimità dell’inizio della stagione estiva, l’organo esecuto, ha, pertanto, inteso rinnovare l’atto di indirizzo formulato al responsabile dell’area tecnica affinché metta in campo tutte le iniziative necessarie per assicurare una corretta e oculata gestione di tutti gli impianti di depurazione e delle relative stazioni di sollevamento nel rigoroso rispetto della normativa in materia.

Copia dell’atto deliberativo, dichiarato immediatamente esecutivo, è stato trasmesso per quanto di competenza al responsabile del settore tecnico dell’ente locale. Cassano è un comune a forte incidenza turistica. Sull’area insistono tre quartieri marinari: Marina di Sibari, Millepini e Marina di Sibari con un totale di oltre quattordici chilometri di costa. Un precedente avviso, uguale a quello pubblicato in questi giorni dagli uffici del municipio, era stato pubblicato a fine gennaio. Al momento gli impianti di depurazione godono di ottima salute, l’unico che continua ad avere problemi è quello dei Laghi di Sibari al cui interno, come accertato dalle analisi dell’Arpacal negli anni scorsi, entrerebbe dell’acqua marina il cui sale ammazzerebbe i principi attivi dei fanghi rendendoli impossibilitati a depurare così le acque reflue raccolte.

di Giovanni Belcampo


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