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Cassano: chieste le dimissioni di Papasso

«È il momento che Papasso si dimetta». È stato categorico il Movimento Popolare: “Cassano è piombata ufficialmente nel buio più totale”. E se proprio buio non è, si intravede almeno una penombra preoccupante. Non sono giorni facili per l’Amministrazione: martedì prossimo il Tar si pronuncerà sulla legittimità della revoca di Luigi Garofalo come presidente del Consiglio. Si è dimesso un assessore, prima facendo credere che fosse per pura e legittima aspirazione professionale come candidato a dirigente e facendo credere che non si conoscesse il regolamento che in effetti non prevedeva nessun avanzamento di carriera. Poi c’è parte della maggioranza che tira la giacca al Sindaco, chiedendo “quanto dovuto”, per poi fare un po’ marcia indietro, almeno apparentemente. Per il Movimento Popolare «Gianni Papasso, nel consiglio comunale del 3 novembre scorso, ha dimostrato di non avere nemmeno i numeri per dare la cittadinanza all’ex Ministro Barca, figuriamoci per amministrare la città, senza ricorrere ad un “aiutino” della minoranza. La situazione che si è creata con i casi Garofalo e Grosso è imbarazzante, dopo quattro mesi un sindaco eletto al primo turno con oltre 6mila voti si trova ad essere sotto scacco e con una maggioranza che scricchiola. Si va avanti solo con le promesse nascondendo la polvere sotto il tappeto con uscite pubbliche e passerelle. Ma la verità è che la città è ferma. Si vuole dare solo l’impressione che la città abbia un governo stabile ma dopo nemmeno quattro mesi si pensa solo a litigare e le diverse anime della maggioranza cercano di tirare solo l’acqua al proprio mulino ma poi Papasso per avere i numeri in consiglio deve ricorrere alla presenza del consigliere di opposizione Franco Tufaro. È tutto bloccato in attesa che ci si spartisca la torta e si capisca cosa fare con l’assessorato all’urbanistica e col presidente del consiglio. Questo il vero operato del sindaco: una città ridotta al collasso. Un esempio fra tutti è la questione aumento della spazzatura. Il 20 agosto del 2015 approvammo un aumento del 20% delle tariffe solo perché non avevamo più il benefit dei 500 mila euro perché l’ultima buca è stata chiusa. Ma la tassazione che paga il comune di Cassano dovrebbe essere diversa ed agevolata perché comunque da noi si scarica l’umido a contrada Silva. Bisognava far rimodulare e definire le tariffe in regione». E martedì il Tar deciderà che piega prenderà l’attuale Amministrazione. Si preannuncia tempesta.

(Fonte La Provincia di Cosenza)

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