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Cassano allo Ionio: tutti pazzi per il fango dell’antica Sybaris

Una delle ambizioni non solo semantiche ma esistenziali che può e deve vincere la nostra società è sicuramente quella di passare dalla cultura dell’aggettivo a quella del sostantivo. La bellezza come aggettivo è destinata a terminare. Se invece il paradigma della bellezza diventa sostantivo ogni iniziativa importante come questa, finalizzata a rappresentare un elogio ed un inno motivato e responsabile alla bellezza dei luoghi, delle risorse naturali ed in definitiva del Creato, diventa un percorso non soltanto di estetica o di bellezza fisica senza contenuti ma di benessere totale.

È stato, questo del Vescovo di Cassano allo Jonio Monsignor Francesco Savino che ha aperto gli interventi, uno dei passaggi più belli, forti e condivisi dai diversi ospiti che hanno contribuito alla riuscita dell’ultimo originale evento, dal titolo Sybaris la grande bellezza. Ripartiamo dalle cicogne, promosso dalle Terme Sibarite ed ospitato nei giorni scorsi nella gremita area della piscina esterna dello storico complesso termale di proprietà regionale.

Ad esprimere soddisfazione per quello che ha rappresentato, anche grazie alla grande partecipazione di pubblico, un ulteriore tassello di qualità nella consolidata attività di sensibilizzazione, prevenzione, marketing territoriale e responsabilità sociale delle Terme Sibarite è l’Amministratore Unico Domenico Lione per il quale il termalismo e tutte le sue declinazioni turistiche rappresentano – ha scandito – una delle più importanti e strategiche sfide di sviluppo eco-sostenibile e durevole che la Calabria non può perdere.

Ed a Lione ed tutta la squadra delle Sibarite, oltre al Vescovo che ha elogiato anche la scelta del titolo, il riferimento al grande patrimonio archeologico di Sibari ed alla straordinaria presenza delle cicogne nella Sibaritide, icone di vita e termometro di qualità dell’ecosistema, per la qualità della manifestazione hanno espresso complimenti ed apprezzamenti, tra gli altri, Massimiliano Bisignani, primario di ortopedia dell’Ospedale di Castrovillari,Riccardo Scudo primario di pediatria dell’Ospedale di Castrovillari, Giovanni Malomo primario di pneumologia dell’Ospedale di Cosenza e lo Pneumologo Francesco Tirone i quali, prima di partecipare all’evento, hanno avuto modo di visitare, accompagnati dallo stesso Lione e dallo staff medico, tutti i reparti della struttura termale nel Centro Storico di Cassano.

2500 anni fa – ha detto l’archeologa Tiziana Prezio – proprio in questa terra, così come nel resto del mondo classico, tutti potevano avere accesso alle terme. Ed esse avevano una importante funzione sociale e culturale. In esse si leggeva, si facevano affari, si curava il corpo e l’anima e si utilizzavano strumenti ed utensili, oggi osservabili anche nelle teche del Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, antesignani e molto simili a quelli disponibili oggi nelle SPA.Così come venivano utilizzate le acque ed i fanghi termali, le cui proprietà erano già conosciute e largamente apprezzate già all’epoca. Anzi – ha chiosato – probabilmente all’epoca più di oggi! – Lo stesso e identico fango– ha scandito Lione, durante la dimostrazione effettuata sulle modelle della Carli Fashion Agency di Cosenza –che dopo oltre due millenni le Terme Sibarite continuano oggi a proporre come valore aggiunto distintivo all’interno di tutti i percorsi di trattamento, di prevenzione, di cura ed a breve, con la prossima apertura della SPA, anche di bellezza, per il corpo e per lo spirito. Ad impreziosire la conversazione sulla grande bellezza di ieri e di oggi di Sybaris e, quindi, sulla necessità di investire di più sul grande patrimonio identitario distintivo del territorio, coordinati da Lenin Montesanto, sono intervenuti anche l’estetista Eleonora Mainieri, in rappresentanza della Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) il volontario del gruppo Cicogna bianca Calabria della Sibaritide Salvatore Golia, il direttore sanitario delle Terme Sibarite Francesca Napoli e l’Agrichef Enzo Barbieri che, alla presenza degli stessi produttori, è stato protagonista di uno speciale racconto sul cibo, nell’apprezzatissimo show cooking dedicato allo riso di Sibari dell’Azienda Magisa, con lo zafferano di Cassano dell’Azienda Lo Nigro, più guanciale di suino nero e fiori zucca, in abbinata al vini della Cantina Statti di Lamezia.


 

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