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Casa vacanza in Calabria: ecco cosa bisogna sapere

Crescono i calabresi che aprono le proprie abitazioni ai turisti. Ma prima di pubblicare un annuncio su uno dei tanti portali presenti in rete bisogna essere certi di essere in regola

calabriaIn Calabria negli ultimi anni è tendenza casa vacanze. I turisti che arrivano dalle nostre parti al classico hotel preferiscono la ricettività extra-alberghiera. Crescono i calabresi che aprono le proprie abitazioni al turista. Ma prima di pubblicare un annuncio su uno dei tanti portali presenti in rete o su Holidu, noto sito dedicato al settore, bisogna essere certi di essere in regola.

COME ESSERE IN REGOLA

Con la recente legge regionale dedicata al settore turistico la Regione ha stabilito la differenziazione tra l’offerta nelle strutture ricettive alberghiere e quelle extra-alberghiere. Esistono diverse classificazioni ma anche diverse denominazioni così come indicate dal legislatore. Sono case e appartamenti le strutture ricettive che forniscono alloggio per finalità differenti: vacanza, business, turismo sanitario e, oltre all’alloggio, se in forma imprenditoriale possono offrire servizi supplementari.

Le case vacanza e gli appartamenti debbono avere di base: servizi igienici, cucina autonoma, arredamento. Devono essere case di civile abitazione con tutto ciò che compete l’obbligo di certificazione dell’abitabilità ed agibilità dell’immobile. Per essere in regola è necessario eseguire la procedura imposta dalla Regione, gli uffici tecnici del comune possono dare le spiegazioni necessarie.

CODICE UNICO: COSA SAPERE

La passione per le vacanze in Italia coinvolge un gran numero di turisti, ogni anno a far visita alla Calabria sono migliaia di viaggiatori che scelgono la ricettività extra-alberghiera un po’ come in tantissime altre regioni. E’ questo il motivo che ha spinto i legislatori a cercare di normare un comparto, quello turistico, dove spesso si percepiscono fondi in nero. Nasce così una banca dati nazionale dove saranno presenti tutte le abitazioni messe a disposizione per affitti brevi anche del comparto turistico. Ad ogni abitazione verrà fornito un codice alfanumerico necessario ed obbligatorio per la pubblicità digitale e per ogni forma di comunicazione. Fra qualche giorno dovrebbe uscire un decreto ministeriale che metterà in chiaro ciò che già previsto dal decreto Crescita (Dl 34/2019, convertito dalla legge 58).

Per chi non espone il codice identificativo, si legge nella bozza di decreto, sono previste anche sanzioni che vanno da 500 a 5mila euro.
Un ulteriore modo di controllare la regolarità dell’offerta turistica: tutelare viaggiatori e proprietari di strutture extra-alberghiere che agiscono in modo conforme alle normative vigenti.
Se da un lato i proprietari dovranno fornirsi del codice identificativo è anche vero che, grazie alla serie alfanumerica, diventerà molto più semplice inserire gli ospiti nel portale Alloggiati Web, servizio della Polizia di Stato. Il codice alfanumerico renderà poi semplici i controlli dell’Agenzia delle Entrate che in questo modo potrà porre in luce buona parte del sommerso esistente nel comparto.

L’OSPITALITÀ DIFFUSA

La casa vacanza rende possibile una ospitalità turistica differente: il viaggiatore si ospita in una seconda abitazione di proprietà e questo chiaramente può avere dei pregi e dei limiti. Non è prevista la somministrazione di nessun pasto, nemmeno la colazione. E’ un contesto familiare che è molto simile all’idea di casa che ognuno di noi ha. Rende possibile percepire lo stile di vita del luogo. Ospitalità che oggi piace un po’ a tutti offrire e dare ma che prevede norme da rispettare. Solo dopo essersi messi in regola con tutto ciò che si deve possedere allora diventa possibile fare pubblicità alla propria struttura e magari essere presenti anche su Holidu.http://Holidu, il motore di ricerca per case vacanza,


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